Tasse: la Regione fa finta di toglierle, poi le rimette

La Regione prima annuncia di togliere le tasse e poi - a tradimento - le rimette. Succede con la tassa di concessione per le farmacie che il presidente Claudio Burlando soltanto poco più di un mese fa aveva dichiarato di aver sospeso. L’occasione era stata la presentazione della manovra finanziaria 2008 che prometteva inoltre l’esenzione per cinque anni del bollo per veicoli Gpl a metano e l’esenzione Irpef per le famiglie dai 4 figli in su senza limite di reddito. «Lo slogan di questa operazione - aveva dichiarato Burlando - è meno spese e meno tasse». E chi lo ascoltava gli aveva - come fare diversamente? - creduto. Invece i primi ad essere stati gabbati sono stati proprio i farmacisti che adesso, con il primo aprile, potrebbero essere beffati due volte. Infatti soltanto dopo che, in assenza di qualunque comunicazione ufficiale, i farmacisti liguri hanno scritto alla Regione per avere la conferma dell’esenzione promessa, hanno scoperto che la tassa si paga eccome. Alla faccia dei pubblici proclami.
Stefano Benetti, vicepresidente dell’associazione farmacisti spiega perché. «La tassa annuale di concessione scade il 31 marzo - dice -, così una settimana fa abbiamo scritto al presidente Burlando e agli assessori alla sanità Montaldo e al Bilancio Pittaluga per avere la conferma di poter stare tranquilli. Ieri (venerdì, ndr) abbiamo ricevuto una risposta che ci ha lasciato a bocca aperta». Infatti la Regione ha fatto sapere ai farmacisti che la tassa la dovranno pagare lo stesso. Entro domani. La cancellazione della gabella era condizionata dal risparmio che la Regione avrebbe registrato in materia di spesa farmaceutica. «Alla metà del 2007 la spesa farmaceutica era fuori dai parametri, così la Regione ci convocò per chiederci aiuto - ricorda Benetti -. Noi ci mettemmo a disposizione anche riducendo i nostri margini di utile arrivando anche a vendere medicinali per conto della Regione e favorendo la conoscenza al pubblico dei farmaci generici, così come prevede la normativa nazionale. Alla fine del 2007 eravamo riusciti ad ottenere una forte riduzione della spesa con la diminuzione di quasi il 10 per cento del nostro fatturato. A quel punto siamo rientrati perfettamente entro i parametri che la Regione ci aveva chiesto».
Invece no. Anche se i farmacisti hanno risparmiato, non così è stato per gli ospedali, che non hanno rispettato il tetto di spesa farmaceutica previsto. «La legge dello Stato diceva che la spesa farmaceutica doveva rimanere entro il 13 per cento della spesa sanitaria regionale, noi avevamo garantito una ulteriore diminuzione e quindi eravamo più che tranquilli - spiega Benetti - invece l’assessore ci ha comunicato, solo adesso, che i conti vanno fatti anche con gli ospedali: così i termini non ci sono. E anche se la colpa non è nostra le conseguenze ricadono su di noi». Adesso i farmacisti liguri non ne possono più. Dopo che hanno chiuso per protesta il servizio di prenotazione del Cup che svolgevano gratis per conto della Regione, adesso sono pronti a fare altre proteste. E dichiarano apertamente di sentirsi ormai cittadini di serie C. Anche perché, se è vero che la tassa dovrà essere pagata entro domani, è altrettanto vero che la Regione non ha predisposto i bollettini necessari e la mora è certa. «Io credo che se gli uffici non hanno stampato i bollettini è perché anche qualcun altro e non soltanto noi credevamo che la tassa quest’anno non si sarebbe dovuta pagare - conclude Benetti -, di certo noi siamo indignati per il comportamento dell’istituzione regionale che ha mancato di chiarezza nei nostri confronti nonostante ci siano stati incontri su incontri tra noi e gli assessori e promesse pubbliche fatte dallo stesso governatore Burlando». Il presidente infatti, soltanto alla fine di febbraio, dopo aver sbandierato che «i conti della sanità per il 2007 sono in pareggio», aveva annunciato che grazie a un sistema di risparmi sui costi della politica poteva eliminare tasse che pesano sui cittadini. In quell’occasione aveva annunciato la sospensione della tassa di concessione sulle farmacie che garantiva alla Regione un milione di euro di gettito. Ma, a conti fatti, per i farmacisti è stato un.. pesce d’aprile.