Tasse, la Regione rischia il commissariamento

Aveva detto Claudio Burlando che la manovra fiscale è indispensabile quanto urgente, pena la chiusura, sì, la chiusura della Sanità fra sei mesi. Dev'essergli spuntato almeno un capello bianco, al presidente, quando, l'altra sera, lo hanno avvertito che la Regione è in ritardo e che adesso serve una corsa contro il tempo. Non se n'erano accorti, ecco, che per applicare l'aumento delle imposte, Ire e Irap, è necessario approvarlo entro il 30 novembre. Fino all’altra sera, quando il dirigente del settore Finanze Paolo Profiti ha comunicato la scadenza gettando tutti nel panico. Risultato: giunta convocata d’urgenza, ieri mattina, per stralciare il capitolo tasse dalla Finanziaria regionale, subito dopo ufficio di presidenza integrato ai capigruppo straordinario per inserire il provvedimento all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni.
La notizia è che la Regione rischia di non farcela. Ieri infatti l’ufficio di presidenza non è riuscito a mettere a calendario la manovra: serviva l’unanimità, ma il centrodestra si è rifiutato di collaborare «a un provvedimento tanto scellerato». La sfuriata l’ha fatta Sandro Biasotti: «Dite che siete costretti a mettere le tasse per colpa di un deficit sanitario che vi avrei lasciato io ma mentite sapendo di mentire, perché fino al 2004 la mia giunta è riuscita a recuperare i fondi in altri modi. Potrei capire una tassa una tantum, certo non un aumento dell’imposizione fiscale per sempre». Quindi: «Non crederete davvero di poter avere la mia collaborazione». Risultato: sarà il consiglio regionale, martedì prossimo, a rinviare la manovra all’esame delle commissioni. Per il giorno dopo è già stata convocata una giunta straordinaria per il varo del resto della Finanziaria regionale.
Lo stralcio messo a punto dall’assessore al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga prevede l’aumento dell’un per cento dell’Irap, fino a 5.25, per imprese finanziarie e assicurative. E incrementi scaglionati delle addizionali Ire (l’ex Irpef). La no tax area viene estesa fino a 13mila euro, con addizionale ferma allo allo 0.90. I redditi fino a 20mila euro verranno «colpiti» da un aumento dello 0.35, arrivando all’1.25, quelli oltre 20mila euro pagheranno il massimo consentito, l’1.4, con un aumento dello 0.50. Pittaluga è stato chiaro: senza la manovra ci sarebbero «conseguenze molto negative, dal commissariamento, nei primi mesi del 2006, della Regione ad opera del Governo, alla mancanza di una liquidità sufficiente per finanziare Asl e ospedali. «Inoltre - precisa l'assessore - le agenzie di rating, in particolare Moody's e Standard and Poors, avrebbero declassato il merito di credito della Regione, che avrebbe conseguentemente dovuto pagare tassi di interesse più elevati su mutui e obbligazioni». C’è però ancora il rischio che finisca come con il bollo auto: l’aumento del 10 per cento sarebbe dovuto scattare già da quest’anno, ma gli uffici hanno dimenticato che, per applicarlo, avrebbero dovuto approvarlo entro l’11 novembre.