Le tasse si pagano Ma dopo avere sfamato la propria famiglia

Egregio Sallusti, spero di trovare in lei uno che ha le idee chiare e mi illumini. Alla televisione ho rivisto Enrico Berlinguer al tempo del compromesso storico che con un sorriso diceva che era giusto che chi aveva meritato il benessere che si era procurato lo mantenesse. Una svolta rispetto alla durezza dei trinariciuti per i quali i soldi guadagnati erano stati rubati ai proletari. Ora mi accorgo di un atteggiamento schizofrenico. Non si dice più che chi ha soldi li ha rubati sfruttando i lavoratori, semplicemente glieli si vogliono levare con le tasse. Ma nello stesso tempo si vuole che cresca il Pil, si incita a consumare e investire di più. Anche il suo Giornale, però, che pur passa per foglio borghese, segnala i nomi di coloro che hanno portato i soldi nei paradisi fiscali. Ma se si sono dati da fare, devono essere soddisfatti o vergognarsi? Se le leggi sono ingiuste è d'uopo rispettarle comunque? Il paragone è forse irriverente ma perché si esaltano coloro che non rispettavano le leggi razziali e salvavano gli ebrei dalla deportazione e dallo sterminio? Se le leggi non sono eque perché colpevolizzare chi si difende?

Giovanni Allegri

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Caro Giovanni, la ringrazio per la fiducia ma non mi sento una lampadina, tantomeno un riflettore. Come tutti, ho le mie idee, che siano chiare è da dimostrare. Capisco il paradosso, ma mettere sullo stesso piano chi non rispetta le leggi fiscali e chi non rispettò quelle razziali mi pare una bestemmia. E glielo dice uno che teorizzato il diritto all'elusione per necessità, cioè dare una gerarchia alle proprie uscite: prima sfamare e far vivere decorosamente la propria famiglia, poi pagare - se padrone o padroncino i dipendenti, infine, se avanza qualcosa, fare il proprio dovere di contribuente. Del resto si tratta di un principio scritto nei vangeli («pagare a Cesare il giusto tributo») e nella nostra costituzione («la pressione fiscale deve essere compatibile con il reddito»). In quanto ai ricchi veri, sono d'accordo che profitti leciti possano essere messi al sicuro alle condizioni più favorevoli senza che questo debba essere considerato immorale o provocare scandalo. Per questo abbiamo pubblicato le liste dei depositi italiani a Panama: se uno non ha nulla da nascondere, nulla ha da temere. Semmai ha da vantarsi, come dice lei, del proprio successo.