Tasse, sopra i 35mila euro tutti pagheranno di più

Il calcolo della Cgia di Mestre: batosta già a partire da redditi medio-bassi. Imposte maggiorate di duemila euro per le famiglie

da Roma

La «linea rossa» è quella dei 35mila euro all’anno. Con la nuova Irpef varata dal governo nella legge finanziaria, chi sta sotto quel limite di reddito - i 35mila euro, appunto - ci guadagna, chi sta sopra ci perde, sempre. Per il cosiddetto ceto medio, con redditi fra i 70 e gli 80mila euro, le maggiori imposte costeranno mille euro all’anno, ma per le famiglie con reddito sopra i 100mila euro, la perdita si raddoppia, superando i duemila euro. Nella fascia «vincente», il maggior prelievo fiscale potrà variare fra i 195 e i 707 euro; nella fascia «perdente» si va da 47 euro a 2.040 euro. Né vanno meglio le cose per l’universo della piccola e media impresa. Per 4 milioni di aziende artigiane e del commercio, infatti, l’aggravio complessivo sarà di 3,2 miliardi di euro: nella media, il maggior onere fiscale sarà di circa 700 euro a impresa.
I calcoli - tutt’altro che consolanti - sono stati elaborati dalla Confederazione generale artigiani di Mestre, e dalla Confesercenti per quanto riguarda le piccole imprese. Entrambe le associazioni manifestano, fra oggi e domani, a Mestre e a Roma contro la legge finanziaria. Nella capitale si riuniranno domani commercianti e artigiani di tutta Italia. Un’altra manifestazione di piccole e medie imprese avrà luogo oggi a Torino. A Mestre, stamattina, si terrà la manifestazione promossa dalla Cgia, con la partecipazione del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, con conseguenti fibrillazioni politiche nel centrosinistra.
«Cacciari come altri, ad esempio il presidente della regione Veneto Riccardo Illy, ha capito che colpire la piccola e media impresa è un nonsenso - spiega al Giornale il presidente degli artigiani mestrini, Giuseppe Bortolussi -; anziché il sommerso al Sud, il governo cerca sotto il lampione al Nord, una strategia facile, ma che gli si rivolgerà contro. In trent’anni - aggiunge - non ho mai visto una manovra così confusa e sbagliata, frutto di operaismo superato. Si colpisce chi lavora, non chi evade». Il colpo è duro, conclude Bortolussi, non soltanto per il Nord ma per l’intero Paese.
Dopo la menifestazione mestrina, toccherà domani a commercianti e artigiani di tutta Italia riunirsi a Roma - insieme per la prima volta - per pronunciare ad alta voce il loro «no» alla legge finanziaria. Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani approveranno un documento comune, chiedendo di modificare i punti più controversi della manovra 2007. C’è inoltre sul tappeto una questione di metodo: il terziario è rimasto escluso dalla concertazione nell’accordo sul Tfr, negoziato dal governo soltanto con Cgil-Cisl-Uil e Confindustria. Secondo Marco Venturi, presidente della Confesercenti, quella di domani è «un’iniziativa storica; non condividiamo - aggiunge - la manovra sia nell’impostazione sia nel metodo».