Tasse, Visco fa lo scaricabarile: hanno sbagliato i miei tecnici

Il viceministro spiega così le nuove aliquote e la penalizzazione dei redditi tra 30 e 40mila euro. E dopo le critiche di Bankitalia, il governo è pronto alla retromarcia

Antonio Signorini

da Roma

«È stato un errore dei miei tecnici». Negli ultimi giorni il viceministro Vincenzo Visco si è rivolto così a chi gli chiedeva conto della nuove aliquote e, soprattutto, della penalizzazione dei redditi tra i 30 e i 40 mila euro. Una fascia che per molti rientra ancora in un’area economica e sociale intermedia. Non, insomma, quei ricchi che Rifondazione comunista vorrebbe far piangere. Alla spiegazione dell’esponente Ds è seguita la promessa di modifiche. Il governo, in sostanza, rimetterà mano a scaglioni, aliquote e detrazioni, con l’obiettivo di alleggerire parzialmente l’aggravio fiscale della Finanziaria 2007 sui redditi intermedi. Una decisione presa a ridosso del richiamo del governatore di Bankitalia Mario Draghi.
E forse non si tratta di una coincidenza visto che Rifondazione comunista ieri ha motivato una mezza apertura a modifiche alla parte fiscale della Finanziaria proprio citando l’intervento del banchiere centrale. «Anche alla luce delle osservazioni fatte da Draghi - ha avvertito il capogruppo in commissione Bilancio della Camera Andrea Ricci - si possono rivedere alcune correzioni che ne consentano una maggiore progressività ed equità a favore di alcune tipologie di lavoro dipendente».
La modifica delle imposte non fa parte del pacchetto di emendamenti presentati ieri dal governo. Ne fa parte, invece, l’esenzione dal bollo anche per i motocicli Euro 3. La condizione per usufruire dell’esenzione per cinque anni è la «sostituzione di un motociclo o di un ciclomotore appartenenti alla categoria Euro 0». Poi c’è un bonus dello Stato di 55 euro per ogni dichiarazione dei redditi elaborata e trasmessa dai dottori commercialisti e contabili. In pratica, viene esteso ai professionisti il compenso che dal 1997 lo Stato concede ai Caf, i centri di assistenza fiscale gestiti da associazioni di categoria e sindacati. Sempre in tema fiscale, c’è l’estensione a tutti gli atleti professionisti dell'obbligo di inviare telematicamente all’Agenzie delle entrate i contratti di sponsorizzazione. Prima valeva solo per i calciatori. Poi vengono alleggerite le sanzioni per la mancata emissione di scontrini. La sanzione della chiusura dell’esercizio - si legge in un emendamento del governo - scatterà solo dopo la terza violazione contestata nell’arco di cinque anni. La chiusura sarà compresa tra un minimo di tre giorni ad un massimo di un mese. Ma se l'importo complessivo degli scontrini contestati eccede i 50 mila euro, la chiusura è disposta per un periodo minimo di un mese fino ad un massimo di 6 mesi. Un’altra proposta di modifica dell’esecutivo punta ad aumentare le assunzioni per l'Authority delle telecomunicazioni, la Covip e il Garante della privacy. Viene poi modificata la parte che riguarda le auto aziendali. Potranno crescere le deduzioni delle spese sostenute, se l'Ue accorderà all'Italia una riduzione del rimborso dell'Iva sulle auto aziendali fissato dalla sentenza della Corte di giustizia europea.
Tra i 32 emendamenti fino ad ora presentati dal governo manca l’annunciata modifica alla tassa di successione che ieri Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell'Italia dei valori, aveva descritto nel dettaglio: abolizione dell’imposta di successione, «sempre e comunque per il coniuge e gli eredi in linea diretta, lasciandola in vigore soltanto negli altri casi, ma con un’esenzione fino a 1 milione di euro».
Non ci sono per il momento le modifiche alle nuove norme sul Trattamento di fine rapporto (il trasferimento di metà quote inoptate all’Inps). Il ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa ha detto che saranno presentate presto, ma il progetto al quale sta lavorando il governo (sgravi per le piccole imprese) non basteranno a gran parte delle parti sociali. A partire dalla Cisl. Il segretario Raffaele Bonanni ieri è tornato a chiedere il ritiro totale della norma. Lasciarla «sarebbe una testardaggine incomprensibile e un buon governante non può essere testardo».