«Tassi, avanti a piccoli passi»

da Milano

L'economia Usa continua a crescere su basi «ragionevolmente solide» e la Fed continua a ritenere che la politica di aumento dei tassi possa andare avanti «con un ritmo moderato». Così Alan Greenspan, presidente della Riserva federale, nella sua testimonianza al comitato economico congiunto del Congresso Usa. Greenspan ha sottolineato che il rallentamento segnato dall'attività economica in primavera non è da ritenere un segnale precursore di crisi, così come non c’è una «bolla immobiliare ma picchi speculativi.
I dati più recenti paiono indicare che i segnali di rallentamento osservati a inizio primavera non sono il presagio di una frenata più seria dell'attività». In effetti, le spese al consumo si sono rafforzate e gli indicatori sugli investimenti delle imprese sono migliorati. «L'alternarsi di rincari e ribassi dei prezzi del greggio - ha spiegato però Greenspan - ha indubbiamente avuto un peso significativo sui periodi di decelerazione e accelerazione dell'economia Usa».
Nonostante tutto, l'economia ha avuto un'evoluzione positiva su molti fronti, ha constatato il numero uno della Fed, ricordando la crescita del pil del 3,7% e il calo della disoccupazione al 5,1% dell'ultimo anno. La crescita della produttività, tuttavia, sebbene «rispettabile» (più 2,5%), è stata inferiore al 2003 (più 5,5%). Per Greenspan resta «una questione aperta» se l'aumento dei costi unitari del lavoro si trasferirà sui prezzi core o sarà assorbito da un calo dei margini di profitto.