Tassi record, rata del mutuo alle stelle

da Milano

Prendere denaro a prestito costa sempre di più. Non si arresta infatti la corsa dei tassi di mercato. E i mutui a tasso variabile, la cui rata è ancorata alle fluttuazioni dell’Euribor, diventano sempre più costosi, facendo scattare la protesta dei consumatori del Codacons, che chiedono un intervento immediato del governo.
Accade infatti che nonostante la Banca centrale europea stia preparando il terreno ad un taglio dei tassi che, secondo gli economisti, potrebbe arrivare già il prossimo mese, il tasso Euribor a tre mesi è volato ieri al nuovo record del 5,34% dal 5,33% di giovedi. E dunque il tasso che una banca paga sui prestiti di fondi trimestrali concessi da un’altra banca sul mercato della liquidità è continuato a salire per la terza seduta consecutiva, trascinando nella sua corsa anche le rate dei mutui a tasso variabile, che lo utilizzano come benchmark cui aggiungere uno spread. Un livello preoccupante visto che solo venerdi scorso l’Euribor era al 5,14%. E, tanto per citare alcune cifre, l’escalation dal 2004, anno in cui i tassi hanno toccato i livelli minimi è stata di oltre tre punti percentuali passando da una media Euribor pari al 2,1% ai 5,34 attuali. Nel 2005 la media Euribor è stata del 2,3% mentre nel 2006 si era già passati al 3,1% e nel 2007 al 4,9%.
Ieri comunque anche il tasso a un mese è balzato al record, al 5,13% (un punto base in più rispetto a giovedi), secondo le stime della Federazione dei banchieri europei. Il Libor in euro (un altro tasso di riferimento per i prestiti interbancari) calcolato a Londra è volato al livello record del 5,33%, quello in dollari al 4,33%, sui massimi da gennaio.
Tassi così alti, nonostante le possenti iniezioni di liquidità sia in dollari che in euro da parte delle banche centrali, si spiegano con la mancanza di fiducia che attraversa i mercati: le banche continuano a trattenere liquidità, non fidandosi di prestarsela reciprocamente sui mercati interbancari, e i fondi comuni sono dirottati sui titoli di Stato. Il risultato è una scarsità di fondi sui mercati interbancari, che provoca automaticamente un rialzo dei tassi di mercato. E così ieri chiedendo un mutuo a tasso variabile su Internet i tassi medi avevano già di gran lunga superato il 6%. Ed è per questo che l’ennesimo record storico dell’Euribor torna nel mirino dei consumatori: «La colpa - scrive il Codacons - è delle banche e a pagare davvero, come sempre, sono le famiglie italiane che hanno contratto un mutuo a tasso variabile e che ora rischiano di andare definitivamente sul lastrico». Per questo «il governo deve svegliarsi ed emanare immediatamente quanto previsto dall’ultima legge finanziaria del governo Prodi, ossia il regolamento attuativo che consentirà al cittadino in difficoltà di poter sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, fino a 18 mesi. Sono passati nove mesi - continua il Codacons - e ancora si attende che il ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministro della Solidarietà sociale, stabilisca le norme di attuazione del Fondo».