Tassi, Trichet prepara altre strette per il 2007

da Milano

«Stretta vigilanza sui prezzi»: la Bce rispolvera la formula con cui è solita indicare un imminente rialzo dei tassi, confermando quanto il presidente Jean-Claude Trichet aveva già preannunciato nella riunione dell’11 gennaio. La stretta arriverà dunque l’8 marzo, sarà con ogni probabilità di un altro quarto di punto e alzerà il costo del denaro al 3,75%. Ma, soprattutto, potrebbe non essere l’ultima del 2007.
Questa prospettiva, per nulla scontata alla vigilia, spiega in parte l’indebolimento di ieri delle Borse europee e il contestuale rafforzamento dell’euro su dollaro (a 1,3040) e yen (a quota 157,68, non molto distante dal record assoluto). Perché l’enfasi posta da Trichet sui rischi di surriscaldamento dei prezzi durante la conferenza stampa che ha seguito il direttivo, lascia infatti aperta la porta a ulteriori azioni in chiave restrittiva. Agevolate sia da un’economia in grado di «crescere vicino al potenziale», sia da una politica monetaria considerata ancora «accomodante». Il recente ripiegamento dell’inflazione sotto la soglia di pericolo del 2%, che anche in Italia ha indotto qualcuno a invocare un ammorbidimento dei tassi, non ha affatto convinto l’istituto di Francoforte. Trichet ha liquidato le argomentazioni favorevoli a una conduzione più “rilassata” rivendicando in prima battuta (e per l’ennesima volta) l’autonomia decisionale dell’Eurotower, e ricordando quindi quanto sia «importante guardare al medio termine» quando si ha a che fare con l’inflazione. In ogni caso, ha spiegato il banchiere francese, siamo in presenza di un «effetto temporaneo» di minor dinamica dei prezzi. Che torneranno a risalire in autunno «come risultato di effetti di base non favorevoli».
L’indiziato numero uno resta il petrolio, con le quotazioni tornate attorno ai 60 dollari il barile e suscettibili di ulteriori rialzi nel corso dell’anno (ma anche, è ovvio, di un nuovo indebolimento); l’altra possibile causa, i rinnovi contrattuali, che in Europa interessano milioni di lavoratori e coinvolgono categorie di “peso” come i metalmeccanici tedeschi (3,5 milioni, con richieste di aumenti pari al 6,5%) e italiani. «Il Consiglio direttivo seguirà con molta attenzione l’esito delle trattative sui salari nei prossimi mesi», ha puntualizzato Trichet. Secondo il quale, un aumento più forte del previsto delle paghe rischierebbe di compromettere la stabilità dei prezzi. «È cruciale - ha avvisato il numero uno dell’Eurotower - che le parti sociali si assumano le proprie responsabilità».
A questo punto, dato per scontato l’inasprimento di marzo, quando tra l’altro Francoforte renderà note le stime su crescita e inflazione per il 2007-2008, resta da valutare quale timing adotterà in seguito la Bce per modulare la politica monetaria. Non è escluso che Trichet temporeggi fino a giugno, per poi agire preventivamente entro l’estate (come già successo in passato) allo scopo di contenere i rischi inflazionistici.