Tassista massacrato per aver investito un cane

MilanoIl cucciolo straziato a terra, i rimproveri reciproci «Correvi troppo», «No, è colpa tua, dovevi tenere il cane». Poi gli insulti, le spinte. Un uomo cade a terra, batte la testa, entra in coma. E il suo aggressore finisce a San Vittore, accusato di tentato omicidio. «È stato un incidente - si lamenta ora Piero, cognato dell’arrestato - lui l’ha solo spinto. Adesso anche quel pover’uomo, avrà una famiglia, speriamo se la cavi».
Largo Caccia Dominioni, periferia sud di Milano, le quinte di case popolari chiudono un fazzoletto di verde dove i residenti portano i cani. Ieri verso le 12.40 ci sono anche due ragazze e un ragazzo e un piccolo cocker di tre mesi, Jo. Arriva una Volvo guidata da Luca M., 45 anni, tassista della compagnia Taxiblu. Il cagnolino, senza guinzaglio, sfugge ai padroni, attraversa la strada e viene colpito in pieno. Il guidatore scende per spiegarsi con i ragazzi ma la discussione si fa subito animata. C’è un primo battibecco con le ragazze, poi interviene il ragazzo, Michele Morris Ciavarella, 31 anni, volano insulti, spinte e forse anche qualche calcio e pugno. Luca cade a terra e perde conoscenza. Gli stessi ragazzi chiamano il 118, l’allarme viene girato alla questura che invia una volante.
Appena arrivato al Fatebenefratelli, i medici si rendono conto che il ferito ha lesioni a milza e polmoni. La perdita di sensi è diventata coma: prognosi riservatissima. A Torrevecchia Pia, in provincia di Pavia, vengono rintracciati genitori e il fratello, il tassista infatti non è sposato. «L’ho visto, è conciato malissimo soprattutto il volto - mormora il fratello uscendo dalla stanza asettica -. È in rianimazione, me lo hanno fatto vedere un momento e poi mi hanno detto che dobbiamo solo aspettare».
La notizia rimbalza anche in largo Caccia Dominioni dove gli agenti stanno ancora raccogliendo le testimonianze. L’accusa per il suo aggressore passa da lesioni a tentato omicidio, Ciavarella finisce a San Vittore. Su di lui poco o nulla: disoccupato, una lontana denuncia per stupefacenti, una convivente e una figlia di un anno.
Nel pomeriggio nel quartiere la tensione si taglia con il coltello. Gli amici e i parenti dei protagonisti hanno la faccia scura. «Senti giornalista hai proprio rotto i c..., vattene che se non ti faccio male» sibila una ragazzetto con l’espressione da duro. Da un finestra vola una bottiglia di birra che si infrange sull’asfalto. Quando la situazione sembra degenerare arriva un ragazzo, sui 25 anni, non molto alto, robusto, giubbotto in pelle. «Piero. Piero e basta, sono il cognato di Michele, voglio raccontare la nostra versione. Questa mattina, mentre io portavo a lavare la macchina, la mia fidanzata è scesa con il nostro cucciolo, in compagnia di mia sorella e del suo compagno, Michele. Mentre sono in giardino, il tassista arriva veloce e travolge il cane, si ferma, scende e inizia la discussione. Michele interviene per difendere le ragazze, dà una spinta al tassista, lui cade e batte la testa. Un incidente. Tanto che sono state proprio le ragazze a chiamare il 118 e Michele ha aspettato tranquillamente la polizia» E i colpi alla milza e ai polmoni e il volto tumefatto? «Non so, io non c’ero, ma le ragazze giurano che c’è stata solo la spinta. In ogni caso adesso penso a quel pover’uomo, avrà famiglia, speriamo si riprenda».
La notizia fa il giro della città. Matteo Salvini, europarlamentare della Lega, invoca per i tassisti spray urticanti, sfollagente e corsie semplificate per il porto d’armi. Mentre il vicesindaco Riccardo De Corato, ha convocato le organizzazioni sindacali «per valutare suggerimenti e proposte a loro tutela».