Tassisti ancora nel mirino: un’altra rapina

Marzio Fianese

A meno di ventiquattro ore di distanza dal vertice in prefettura nel corso del quale sono state annunciate una serie di misure in materia di sicurezza delle auto pubbliche, ancora una rapina ai danni di un tassista nella capitale. Stavolta l’aggressione è avvenuta lungo la direttrice che dalla zona della Tiburtina porta verso Tivoli e Guidonia, due paesi dell’hinterland romano.
Il tassista martedì sera ha caricato in via della Serenissima quelli che pensava essere due normali clienti. Ma, arrivati in via Marco Simone, all’altezza del tennis club nella zona di Settecamini, uno dei due ha esploso un colpo di pistola dall’interno verso il parabrezza dell’auto che è andato in frantumi.
Poi i rapinatori hanno preteso dal tassista i 120 euro che aveva nel portafoglio, due cellulari e sono fuggiti a bordo dello stesso taxi, lasciando il conducente, illeso, per strada.
La rapina è avvenuta intorno alle 21.30 e i malviventi, dopo la fuga, hanno abbandonato il taxi nei pressi della cementeria di Guidonia e gli hanno dato fuoco. L’auto è stata trovata dopo due ore, parzialmente distrutta. Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di Tivoli.
Quella di martedì è l’ennesima rapina a un tassista nella capitale e nella zona Tiburtina. Negli ultimi tre mesi a Roma sono state 18. In un caso il tassista è stato gravemente ferito da un colpo di pistola, in un altro il rapinatore è stato arrestato.
Martedì scorso il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza ha deciso di dotare i taxi di un sistema satellitare per localizzare la vettura in caso di aggressioni. Ha inoltre disposto controlli frequenti e costanti delle forze dell’ordine, in particolare la notte, sia nei parcheggi dei taxi che durante le corse delle vetture, in particolare su quelle dirette verso la periferia di Roma e il collegamento tra le centrali operative di polizia, carabinieri e vigili urbani, con quelle delle società dei taxi.
«La categoria taxi ancora al centro di episodi di criminalità - rilancia l’allarme Nicola Di Giacobbe, segretario generale Unica Filt-Cgil - ancora un taxi preso a colpi di pistola e la macchina data alle fiamme. Non sono più episodi isolati e neanche i soliti tentativi di estorsione da parte di balordi per poche lire».
«Il sospetto - ipotizza ancora il sindacalista - che dietro ci sia una regia volta a colpire non solo i tassisti, ma la città di Roma simbolo della convivenza civile e della solidarietà». In una nota diffusa dall’Unica Filt-Cgil si ribadisce «piena fiducia nelle forze dell’ordine impegnate sul territorio, ma si evidenzia l’inconsistenza dei controlli e della prevenzione». «Troppo pochi però - protesta Di Giacobbe - gli agenti in servizio, chiamare il 113 è spesso impossibile, e i tempi di intervento diventano troppo lunghi. Dal prefetto e dal questore vogliamo risposte concrete a tutela dei lavoratori e dei cittadini, così come chiediamo al Ministro degli Interni di non lasciare sola la città e i tassisti nella battaglia contro l’escalation della violenza».