Tassisti ancora nel mirino: altre 10 licenze sequestrate

Bittarelli (Uritaxi): «È un accanimento e intanto i presunti assassini del collega Spugna, veri criminali, sono liberi»

Ancora dieci licenze taxi sequestrate. Il reato? Falso ideologico e induzione in errore di pubblico ufficiale. Le licenze sono state momentaneamente tolte ad altrettanti tassisti di Roma e Fiumicino in attesa che la giustizia amministrativa e penale facciano il loro corso. Un mese fa il primo grande blitz dei vigili urbani dell’VIII Gruppo che in una nottata di «retate» hanno strappato di mano le autorizzazioni a condurre le auto bianche a ben 96 persone. «Lavoratori - contestarono le associazioni di categoria - a cui in molti casi sono stati riscontrati illeciti marginali o comunque immediatamente sanabili e che si sono trovati improvvisamente senza più un lavoro».
«È veramente stupefacente - dichiara Loreno Bittarelli, presidente del neonato sindacato dei tassisti Uritaxi - come, mentre da un lato, in conseguenza di tali iniziative, si continua ad assistere alla disperazione delle famiglie dei tassisti privati del lavoro per semplici irregolarità nella presentazione delle domande per ottenere la licenza, ancora tutte da verificare, sul piano amministrativo per l’aspetto ostativo al rilascio dell’iscrizione a ruolo e della conseguente stessa licenza, dall’altro si apprende con assoluto sconcerto che i presunti rapinatori e assassini di Filippo Spugna, il tassista romano del 3570, rimasto ferito da un colpo di pistola la notte tra il 15 e il 16 dicembre 2005 a Settecamini e morto dopo alcune settimane di agonia in ospedale, vengano scarcerati e rimessi in libertà per decorrenza dei termini».
L’operazione «legalità» dell’VIII Gruppo del comandante Antonio Di Maggio era partita proprio all’indomani di un’altra morte assurda. Quella di Pasquale Leonardo, il conducente di auto a noleggio aggredito il 20 dicembre scorso da un tassista pregiudicato mentre caricava delle clienti davanti a un albergo del centro storico. Anche Leonardo morì dopo alcuni giorni di agonia per le profonde lesioni riportate. Si scoprì che una consistente fetta di tassisti capitolini hanno precedenti penali, di lì l’inchiesta alla caccia di presunte irregolarità nel rilascio delle licenze da parte dell’amministrazione comunale. Infine c’è il fronte d’indagine che riguarda gli abusi e le inadempienze da parte dei funzionari del VII Dipartimento, quelli incaricati di verificare le domande di assegnazione o rinnovo licenza dei tassisti. Fronte su cui si concentra ora il lavoro del pubblico ministero Carlo Lasperanza. Le autorizzazioni bloccate ieri riguardano casi romani e del piccolo comune costiero. Sul fronte taxi, la spaccatura tra categoria e amministrazione Veltroni è aperta. Così come la querelle con Fiumicino, dove il rilascio delle licenze ai tassisti è stata un’operazione controversa fin dalla giunta Bozzetto.