Tassisti contro Veltroni: l’accordo non funziona

A Roma autisti pronti alla protesta: il Comune blocca le tariffe ma non fa nulla per migliorare la viabilità

Daniele Petraroli

da Roma

A due giorni dall’entrata in vigore del nuovo accordo, a Roma rischia di scoppiare nuovamente la questione-taxi. Dal 15 settembre, secondo l’impegno sottoscritto con il Comune, saranno 2.500 i turni in più ma la tensione sul fronte «auto bianche» rimane alta. Il trionfalismo del sindaco Veltroni alla conclusione dell’accordo («Ha una portata storica, siamo la prima città a seguire le direttive del decreto Bersani», le sue parole il 30 agosto) appare così sempre più fuori luogo. Rimangono le code di clienti inferociti alla stazione Termini e all’aeroporto di Fiumicino e le critiche dei tassisti per i molti problemi irrisolti malgrado le promesse del Campidoglio. E resta il consueto scambio di accuse tra associazioni dei consumatori (il Codacons ha annunciato una denuncia per «interruzione di pubblico servizio»), cooperative di tassisti e Comune.
La questione, rimasta a covare sotto la cenere, è nuovamente esplosa dopo l’interminabile notte di domenica, quando oltre 300 persone sono rimaste in attesa di un taxi a Termini. A capeggiare la rivolta con una lettera a Veltroni, strano ma vero, una illustre sostenitrice (letteraria e non solo) del sindaco, la scrittrice Dacia Maraini, bloccata per due ore alla stazione.
«La verità - accusa Loreno Bittarelli, presidente del Radiotaxi 3570 - è che esiste una regia occulta dietro quest’aggressione mediatica contro di noi. Siamo costretti a sobbarcarci tutti i problemi che il Comune non affronta, come la viabilità o le due metropolitane che chiudono presto la sera (la A alle 9, la B alle 11 ndr)». La colpa dei ritardi della notte di domenica sarebbero da imputare, secondo le «auto bianche», al ritardo di alcuni treni («Ne sono arrivati 7 insieme a Termini», sottolinea sempre Bittarelli) e al forte traffico sulla Roma-Fiumicino.
Ma il vero bersaglio dei tassisti è il Comune e la sua politica della viabilità. «Se potessimo muoverci - spiega Pietro Marinelli, segretario dell’Ugl - i costi per i clienti sarebbero contenuti. Ma con una città bloccata a causa del traffico è naturale che lievitino. Il Campidoglio pensa di risolvere tutti i problemi con la tariffa fissa quando dovrebbe pensare a come decongestionare la circolazione. Per esempio aumentando le corsie preferenziali».
Ieri i maggiori problemi si sono verificati a Fiumicino, con 300 persone in attesa. «In questo caso - prosegue Marinelli - i tassisti non c’entrano nulla. Agli arrivi internazionali può entrare un’auto alla volta, stretta tra due transenne, cosa che rallenta incredibilmente la circolazione». Inutile aggiungere, che in tutto questo caos gli unici ad avvantaggiarsi sono gli abusivi. «Nonostante la giunta Veltroni abbia fatto tante promesse - conclude Marinelli - non si è arrivati a niente». Dal Campidoglio si trincerano dietro l’accordo firmato il 30 agosto. «Quando entrerà in vigore venerdì - la rassicurazione dell’assessore ai Trasporti Mauro Calamante - ci saranno 2.500 auto in più al giorno e tutto andrà a posto». La realtà è ben diversa. In primo luogo perché saranno i turni ad aumentare e non le auto in circolazione (o con familiari sostituti alla guida o, più probabilmente, con l’aumento del carico di lavoro per il singolo autista). Poi perché la nuova battaglia delle «auto bianche» sarà sulle tariffe. «Sono le stesse dal 2001 - conclude Bittarelli - sarebbe ora di adeguarle al coefficiente Istat». Si annuncia un autunno caldo per Roma sul fronte taxi.