Tassisti di nuovo in sciopero: il corteo manda in tilt la città

Secondo i sindacati l’adesione allo sciopero è stata del cento per cento: «Il decreto Bersani cancellerà la categoria»

Tassisti in piazza per protesta e mezza città nel caos per il corteo che ieri mattina ha attraversato il centro. E guai per i turisti e i passeggeri che all’aeroporto di Fiumicino hanno trovato gli stalli vuoti e hanno dovuto cercare mezzi di trasporto alternativi. Allo sciopero nazionale indetto dalla categoria contro il ddl Bersani sulle liberalizzazioni hanno partecipato in migliaia, giungendo a Roma da tutta Italia. «Adesione del 100 per cento in città», dicono i sindacati. E già di prima mattina erano centinaia i tassisti in piazza Esedra, da dove è partito il corteo che ha raggiunto piazza Santi Apostoli. Secondo gli organizzatori alla manifestazione hanno preso parte circa 4.500 lavoratori del settore. A Roma il «blocco» è iniziato alle 8 ed è terminato alle 22. «Il decreto Bersani - ribadiscono i tassisti - darà vita ad una concorrenza spietata e alla cancellazione della nostra categoria». Un corteo animato da un incessante suono di clacson, «trombette» e fischi, al termine del quale i manifestanti sono stati ricevuti dal relatore del ddl, Lugli. Non sono mancati slogan contro il governo. Accanto alle bandiere delle varie associazioni di categoria hanno sfilato striscioni, tra i quali «abusivismo legalizzato, cliente truffato» o ancora «tutti liberisti con i soldi dei tassisti».
«Abbiamo mandato al governo una richiesta di audizione il 19 aprile scorso. Al momento il Parlamento ha scelto di sentire soltanto alcuni, che saranno ricevuti domani (oggi, ndr)», sostiene la coordinatrice nazionale Taxi Italiano, Maura Tirillò. «Vogliamo essere ricevuti anche noi - ha aggiunto - perché noi, che siamo autonomi, non possiamo essere lasciati fuori in questa discussione». «Bisogna dire basta con questa politica contro i tassisti - ribadisce Carlo Bologna, dell’Ait - Da sette anni non abbiamo avuto aumenti delle tariffe e qui a manifestare in piazza ci sono padri di famiglia che non riescono a portare a casa il guadagno di una giornata di lavoro». Tra i tassisti romani c’è anche il presidente del gruppo misto, indipendente, in Campidoglio, Fabio Sabbatani Schiuma: «Sono al fianco dei tassisti perché ne condivido le ragioni e condivido le ragioni degli utenti. Roma rischia di avere un servizio taxi che è alla mercé degli abusivi». «Siamo per lo stralcio di questo ddl - spiega Pietro Marinelli, dell’Ugl - non per la modifica. Chiediamo un confronto con il governo corretto e pulito». Infatti, la richiesta lanciata ieri da Roma dai tassisti è quella di incontrare rappresentanti del governo o della Camera per discutere del disegno di legge Bersani. I tassisti sono arrabbiati perché non riescono ad ottenere nemmeno un minimo di dialogo con questo governo», si lamenta il presidente dell’Uri-Taxi, Loreno Bittarelli. Che aggiunge: «A luglio scorso con il ministro Bersani è prevalso alla fine il buonsenso e il dialogo e si è arrivati ad un accordo compatibile anche con le esigenze della categoria. Siamo amareggiati perché c’è una specie di accanimento nei nostri confronti».