Tassisti pestano un collega: «Crumiro»

Dopo le tensioni dell’altro giorno a Roma, con minacce ai sindacalisti e ai giornalisti, anche a Milano la dura vertenza dei tassisti è sfociata in violenza. Un autista è stato aggredito da cinque colleghi che gli hanno danneggiato la vettura, l’hanno malmenato e rapinato. La polizia ha subito rintracciato e arrestato uno degli aggressori. Pronta la condanna dei sindacati «Conosco l’aggressore, è una testa calda» dice Salvatore Luca, dell’Unione Artigiani mentre Raffaele Grassi (nella foto) della Cna aggiunge: «Episodio odioso». Solidarietà invece non condivisa da molti colleghi che anzi ieri in Centrale esibivano le targhette strappate ai «crumiri».
L’aggressione ieri poco dopo le 11 in via Scarampo dove Stefano B., 37 anni, sposato con due figli, aveva appena lasciato un cliente diretto in Fiera. Neppure il tempo di ripartire e si è visto tagliare la strada da un collega a bordo di una Mercedes. Appena sceso l’uomo è stato investito da un torrente di insulti «Crumiro, stai rovinando la nostra lotta» poi due potenti diretti al volto. E subito dopo dal nulla sono spuntati i compari, arrivati a piedi: dunque non è certo fossero tassisti, anche se rimangono pochi dubbi in proposito. L’aggressione si è subito trasformata in un vero e proprio pestaggio. Tre teppisti hanno bloccato Stefano mentre il quarto prendeva a calci l’auto, rompendo lo specchietto retrovisore, danneggiando portiera e parafanghi. Poi l’energumeno ha scagliato un grosso sasso contro uno dei finestrini che però ha retto l’impatto. Infine sempre lo stesso personaggio entrava nell’abitacolo dell’auto pubblica, rovistava qualche istante e poi prendeva 50 euro. Quindi, finita la bravata, i cinque si sono dileguati.
La vittima malconcia e spaventata si è messa alla guida indecisa sul da farsi, poi ha chiamato il 113 e si è fatto raggiungere da una volante in viale Jenner. Qui ha spiegato cosa gli fosse successo, fornendo una descrizione dell’aggressore, modello e targa del veicolo del collega. Le ricerche sono state diramate a tutti gli equipaggi in servizio in città e dopo pochi minuti una volante davanti ala stazione Centrale ha visto arrivare la Mercedes «incriminata». Gli agenti hanno fermato l’autista, Maurizio N., di 52 anni, sposato, due figli, con precedenti per lesioni e ingiurie, poi arrestato per «rapina in concorso» e portato in Questura. Dove si è più tardi presentata anche la vittima per formalizzare la denuncia riconoscere l’aggressore. Stefano B., si è poi recato al vicino Fatebenefratelli dove è stato medicato e giudicato guaribile in pochi giorni: «Non me lo sarei mai aspettato da dei colleghi - ha detto - Il clima sta diventando davvero troppo teso».Dopo il primo intervento delle volanti, la vicenda è stata trasmessa alla Digos che ha avviato le indagini per chiarirne tutti i particolari e soprattutto rintracciare anche gli altri quattro aggressori del tassista. Maurizio N., sarà ora interrogato dal magistrato per la convalida del fermo e potrà fornire la sua versione ed eventualmente fare il nome dei suoi «complici». Il
«È un mio associato, un po’ una testa calda, ora più esasperato da questa situazione, anche perché è pieno di debiti» ha detto il responsabile dei tassisti per l’Unione Artigiani, Salvatore Luca. «Comunque non si possono assolutamente accettare questi episodi, non c’è alcuna giustificazione, è un comportamento totalmente da condannare». Gli fa eco Raffaele Grassi, consigliere comunale dell’Italia dei Valori e segretario della Fita-Cna «Fatto odioso e privo di qualsiasi attenuante, anche perché questa è un’agitazione spontanea e nessuno è tenuto a scioperare. Questi signori si sono comportanti come i peggiori teppisti».
Poca la solidarietà verso il collega aggredito invece tra i tassisti della Centrale che anzi esibiscono come trofei le targhette con le sigle dei taxi strappate ai crumiri. «Siamo esasperati e preoccupati, i colleghi che lavorano meritano tutto il nostro disprezzo. Qui c’è gente disperata che ha ipotecato la casa per comprare la licenza».