Tassisti sul piede di guerra: scalo bloccato

(...) stabilisce che l’autonoleggiatore inizi il servizio ed effettui il prelievo dell’utente esclusivamente all’interno del Comune che ha rilasciato la sua autorizzazione, con le nuove modifiche, se approvate, i noleggiatori che risiedono fuori Roma potranno spostarsi e operare liberamente anche in territori fino a oggi «off-limits». Prospettiva che cozza contro il fronte dei tassisti decisi assolutamente a non «perdere terreno». Scrivono in una nota congiunta le associazioni di categoria e i sindacati Fit-Cisl,, Ugl, Ata-Casartigiani, Ait, Unica, Cgil, Claii Taxi, Uti, Radiotaxi 3570, Legacoop, Cna, Uil Trasporti: «Così si legalizza chi fino a oggi ha operato abusivamente nel territorio di Roma». Sulle licenze Ncc lo scontro tra Campidoglio e categoria taxi è sempre stato duro. Sul banco degli imputati, in passato, era stata la prerogativa del nuovo comune costiero di Fiumicino, l’ex XIV circoscrizione, di rilasciare nuove licenze a scatenare le ire delle associazioni. Proprio all’aeroporto «Leonardo da Vinci», infatti, si concentrano le maggiori potenzialità di business per i conducenti del servizio pubblico. E non è un caso che da anni sia in atto una feroce «guerra» tra regolari e irregolari ai terminal degli arrivi. Tant’è che ieri mattina la protesta più grande, i taxi l’hanno inscenata all’interno dell’aerostazione, dove vigili urbani e forze dell’ordine hanno dovuto faticare non poco perché lo sciopero improvvisato non degenerasse fra l’ira di centinaia di viaggiatori - soprattuto frequent-flyiers in arrivo nella capitale da Milano o altre capitali europee per motivi d’affari - in attesa di raggiungere il centro della città e presi alla sprovvista, disorientati da un sistema pressochè inesistente di informazioni circa i mezzi pubblici da poter prendere in alternativa. Contemporaneamente, un corteo di auto bianche ha raggiunto la Pisana, dov’era appunto prevista la riunione della commissione regionale, perché una delegazione di tassisti potesse parlare con gli amministratori. «Un’audizione completamente fuorilegge», secondo Luigi Pacilli, presidente della Federnoleggio Lazio-Confesercenti. «Visto che i tassisti - dice - ci hanno impedito di partecipare ai lavori della commissione stessa. A questo punto i consiglieri regionali dovranno ascoltare anche noi». Per Giulio Gargano, del gruppo misto, «la nuova normativa ideata dal centrosinistra è in grave contraddizione con la precedente e ne mina i principi fondamentali. La nuova maggioranza, in sostanza, ha praticamente dimenticato la precedente legge, che era stata votata anche da partiti che ora sono al governo della Regione Lazio. Un pentimento incomprensibile che sembra essere solo il frutto di un’operazione di copertura politica alle gravi lacune che l'Amministrazione Veltroni ha manifestato in questo cruciale e nevralgico settore del trasporto pubblico capitolino». Di parere opposto Donato Robilotta (Nuovo Psi), tra i proponenti delle variazioni: «Roma è la capitale col più basso numero di taxi e coi tempi d’attesa più lunghi. La legge ora in vigore va sostanzialmente cambiata perché lede la concorrenza, discrimina gli Ncc, non risolvendo la questione dell’abusivismo. La domanda è maggiore dell’offerta per questo si deve andare verso una maggiore liberalizzazione». Secondo l’assessore Ciani la legge 7/2005 sarebbe il «pericoloso frutto di un periodo elettorale in cui prometteva tutto a tutti». «Ciani - ribatte Fabio Desideri (Lista Storace) - confonde i giusti diritti di due categorie con la strumentalizzazione politica. Non tenti così di nascondere l’inefficienza della nuova giunta di centrosinistra». «Il confronto con i sindacati - afferma Enrico Luciani - ha chiarito degli aspetti ma non risolto problemi che si ripetono da tempo. Primo nemico da combattere è l’abusivismo. Ogni proposta si può perfezionare».