Il tasso elettrico delle bugie

Il vero e il falso, sostengono alcuni scienziati, possono essere riconosciuti dall’attività elettrica del cervello. Oltre all'afflusso di sangue e ossigeno, durante la formulazione della bugia si alterano anche le attività elettriche del cervello, che possono essere rilevate con un elettroencefalogramma ad alta densità, grazie a 128 sensori attaccati al viso e al cranio. Il metodo si basa sul confronto tra l'attività rilevata durante un'affermazione certamente vera («Stai partendo per Milano?») e la risposta ad una domanda su cui vogliamo sapere la verità («Metterai una bomba sull'aereo?»). La tecnica di Brain Fingerprinting, ossia delle «impronte digitali cerebrali», usa l'elettroencefalogramma come base per un'analisi «qualitativa» delle risposte. Ma dalla «macchina della verità» in poi, le tecniche che pretendono di dare risposte certe sui pensieri sono sempre fallite.