Tata e Saic, alleati Fiat alle grandi manovre

da Milano

Grandi manovre per gli alleati asiatici della Fiat. Se da una parte il plurimiliardario indiano Ratan Tata, socio di ferro del Lingotto nonché membro del cda torinese, ha tutte le intenzioni di lanciare un salvagente a Ford acquistando Jaguar e Land Rover, anche gli «amici» cinesi di Sergio Marchionne sono in fermento. Sotto la Muraglia, infatti, sta maturando con la benedizione del governo una megafusione tra Saic (Shanghai automotive industry corp) e Nanjing, entrambi alleati con gli italiani.
I primi sono soci di Iveco, gli altri di Fiat Auto e anche di Iveco. Quali vantaggi per Torino se Jaguar e Land Rover diventassero indiane o andasse in porto il matrimonio Saic-Nanjing? Nel primo caso Fiat potrebbe accordarsi con Tata per sfruttare la tecnologia della trazione integrale, vero must di Land Rover.
Gli attuali veicoli 4x4 italiani sul mercato, Fiat Panda e Sedici, beneficiano infatti di tecnologie che appartengono ad altri partner (Magna Steyr e Suzuki rispettivamente).
Lo stesso vale per Iveco Massif, erede della mitica Campagnola, che si avvale dell’esperienza di Santana, guarda caso ex licenziatario Land Rover. A proposito di Tata (più 30% gli utili lordi nel primo trimestre fiscale e fatturato in crescita del 13%), vista l’impossibilità di coronare il sogno di entrare nell’azionariato di Ferrari, il magnate indiano avrebbe proposto ai vertici del Lingotto la sua disponibilità a distribuire in futuro nel grande Paese asiatico anche i modelli di lusso di casa Fiat, tra cui ovviamente Ferrari e Maserati.
E ora la Cina. Tra i partner di Torino, l’unico a navigare in acque agitate è Nanjing: la decisione di acquisire e rilanciare il marchio inglese Mg (la Spagna sarà il primo Paese a vendere la rediviva spider Tf attraverso l’importatore Sino Motors), oltre ad aver messo a rischio l’alleanza con Fiat Auto (capitali sono stati dirottati sull’operazione Mg invece che sulla joint venture con il Lingotto), ha di fatto svuotato le casse dell’azienda. Ecco perché, a questo punto, non sarebbe da scartare l’ipotesi di unire le proprie attività automobilistiche con Saic ampliando così le cooperazioni con i costruttori occidentali (Gm e Volkswagen, che già collaborano con il colosso di Shanghai). E visto che Saic detiene i diritti di produzione della Rover 75, ribattezzata Roewe, l’eventuale matrimonio con Nanjing farebbe paradossalmente rinascere l’Mg-Rover Group. Per intanto Marchionne ha lanciato un ultimo segnale a Nanjing - una sorta di contentino - prima di rompere i rapporti, nominando al vertice della joint venture un manager cinese, Yu Jiufeng, al posto di Andrew Humberstone, responsabile di Fiat Auto Cina, che ha assunto la vicepresidenza della partnership.
A osservare gli sviluppi della situazione è Chery, altro alleato di Torino, pronto a incrementare la produzione annuale a un milione di veicoli entro il 2010.