Tata entra in Pininfarina. Titolo in volo (+38%)

Dopo Bolloré anche il colosso indiano si dice pronto a sostenere il carrozziere. Attesa anche per due soci italiani

da Milano

L’indiana Tata, uno dei maggiori costruttori automobilistici del mondo, socio di Fiat Group, nonché neoproprietaria di Land Rover e Jaguar, è pronta a entrare nel gruppo Pininfarina. Ratan Tata, presidente di Tata Industries Limited, ha infatti espresso l’interesse della società di Mumbai a partecipare all’aumento di capitale di Pininfarina, sottoscrivendo una quota dei diritti di opzione assegnati alla famiglia piemontese. L’operazione sarà illustrata all’assemblea degli azionisti di Pininfarina in programma martedì nella sede di Cambiano, vicino a Torino. Ma Tata non sarà l’unica novità nell’azionariato dell’azienda guidata da Andrea Pininfarina: due investitori italiani, sempre dell’area automobilistica, sono infatti pronti a dare il proprio fattivo contributo al piano di rilancio.
Le voci circolate nelle scorse settimane citavano Pirelli, Brembo, Montezemolo o la famiglia della Valle ma Pininfarina non ha voluto commentare. I nuovi soci, ha solo precisato, «hanno manifestato un interesse industriale nel progetto» e anche se «non sono previste operazioni analoghe a quelle già identificate con Tata (un accordo per aprire un centro di ricerca a Pune, in India) e con il finanziere francese Vincent Bolloré (la joint venture siglata nei mesi scorsi per la produzione del veicolo elettrico) «non è escluso che possano nascere in futuro».
Potenziare la divisione di servizi design ed engineering, realizzare tra due anni con il gruppo Bolloré l’auto elettrica a marchio Pininfarina, ridurre gradualmente il peso della produzione di vetture su commissione, fino a oggi business di punta del gruppo: sono queste le linee guida del piano al 2010 di Pininfarina (più 38,5% in Borsa, dopo ripetute sospensioni al rialzo), incentrato sull’aumento della redditività e sulla massima valorizzazione del marchio, per uscire dalla crisi e riportare il gruppo in pareggio operativo nel 2009. Per il 2008, invece, Pininfarina prevede ancora un risultato operativo negativo ma in significativo miglioramento rispetto alla perdita di 103 milioni del 2007.
Passaggio fondamentale per la realizzazione del piano sarà l’aumento di capitale da 100 milioni che dovrà essere deliberato martedì e che vedrà la famiglia Pininfarina ridurre la propria quota nel gruppo dall’attuale 55% al 30% circa, contestualmente all’ingresso dei nuovi soci.