«Tata nel sito indiano Fiat? Possibile»

Il direttore generale del colosso parla dell’alleanza: «Dalla prossima settimana distribuiremo la Palio»

nostro inviato a Ginevra

«Se è vero che Tata e Fiat condivideranno uno stabilimento in India? Nel futuro potrebbero esserci possibilità in questa direzione». Indiziato, in proposito, è l’impianto realizzato alcuni anni fa dagli italiani a Ranyangaon, vicino a Pune, che avrebbe dovuto ospitare la linea di montaggio della Palio. In proposito il direttore generale di Tata, Ravi Kant, non esclude in questo incontro con il Giornale nuovi sviluppi dell’accordo siglato in gennaio con la Fiat. Per il colosso indiano, che necessita di maggiore capacità nel mercato di casa, il sito italiano attualmente in disuso rappresenterebbe un’opportunità interessante.
La Fiat ha intanto raggiunto un accordo con i 1.800 dipendenti della fabbrica di Kurla, che sarà chiusa entro l’anno. Il personale ha accettato l’uscita volontaria e il negoziato si è concluso senza scioperi.
Per il colosso industriale indiano, che in autunno ha prodotto la milionesima automobile, quello di Ginevra è l’appuntamento occidentale più importante. In Svizzzera la Tata si è presentata con alcune novità realizzate proprio in funzione di un allargamento del business nei mercati europei.
Assente Ratan Tata, numero uno del gruppo, trattenuto in India da impegni, è stato Kant a tracciare le strategie alla luce dell’alleanza con il Lingotto.
Com’è nato il feeling con Torino?
«Le trattative duravano da un po’. Con Fiat abbiamo siglato un accordo ombrello con diverse possibilità di cooperazione che prevedono la condivisione di componenti e aggregati. Il primo passo di questa intesa riguarderà la distribuzione della Palio in India, a partire dalla prossima settimana».
L’India è sempre più al centro dell’attenzione dell’aziende italiane...
«Molte imprese investono nel nostro Paese e anche i partner indiani dovrebbero fare altrettanto in Italia. L’alleanza India-Italia potrebbe garantire al consumatore un valore aggiunto elevato».
E il vostro progetto per la realizzazione di un’auto da 1.600 euro? Sarebbe, in assoluto, quella più a buon mercato.
«Stiamo sviluppando una vettura a basso prezzo. In 2-3 anni sarà una realtà».
Al Salone di Ginevra presentate modelli dal design occidentale...
«Sono prodotti adatti al mercato in cui vengono proposti».