Tata è al volante di Land e Jaguar

Operazione definita. Possibili benefici per Fiat Accordo per vendere le Alfa Romeo in India

da Milano

Sarebbe atteso oggi o domani l’annuncio ufficiale del passaggio di Land Rover e Jaguar dalla Ford alla Tata, il gruppo automobilistico indiano partner della Fiat. Decisivo, per la chiusura della storica operazione destinata a sconvolgere gli equilibri del mercato mondiale, già «toccati» dalla recente scalata di Porsche a Volkswagen, è stato il finanziamento di tre miliardi di dollari che JpMorgan e Citigroup hanno concesso a Tata. Gli analisti hanno valutato la transazione tra 1,5 e 2 miliardi di dollari. Ma di denaro fresco il colosso indiano ne ha bisogno anche per affrontare la produzione della Nano, la vettura più economica del mondo il cui lancio in India, al prezzo di 2.500 dollari, è previsto nella seconda metà dell’anno. E sempre nelle scorse settimane il gruppo guidato da Ratan Tata, a conferma del particolare dinamismo che lo caratterizza in questo inizio d’anno, ha varato un aumento di capitale pari a un miliardo di dollari, motivandolo con «importanti progetti di sviluppo in India e nel mondo che coinvolgono sia le auto sia i camion».
In attesa che da Mumbai arrivino conferme all’indiscrezione trapelata ieri sulla chiusura dell’operazione Jaguar-Land Rover, è inutile dire che il colpo di Ratan Tata avrà ripercussioni anche in casa Fiat. L’amministratore delegato Sergio Marchionne non ha mai nascosto di vedere con favore l’avvio di sinergie a quattro, con la possibilità di sfruttare la rete commerciale Land Rover negli Stati Uniti, nonché motori e tecnologie dei due marchi britannici. Ieri, intanto, un funzionario di governo dello Stato di Maharashtra ha ricordato che la joint venture tra Mumbai e Torino aumenterà gli investimenti totali a un miliardo di dollari (circa 650 milioni di euro) allo scopo di espandere l’impianto di Ranjangaon, nell’India occidentale, e rispondere in questo modo all’aumento della domanda. L’obiettivo, si legge in una nota, è di consentire a Fiat India Automobiles, la joint venture Fiat-Tata, di aumentare la produzione a 200mila auto, 300mila motori e altrettante unità tra pezzi di ricambio e accessori. Tra i progetti che italiani e indiani sono pronti a far partire ci sarebbe l’accordo commerciale che permetterebbe, nei prossimi mesi, di commercializzare le auto Alfa Romeo anche in India. Il Biscione, in proposito, si appoggerebbe ai concessionari Tata di maggior prestigio (anche Maserati si sta preparando allo sbarco nel grande Paese asiatico, mentre i colloqui in corso tra Ferrari e Tata potrebbero portare i bolidi del Cavallino a Mumbai e New Delhi non prima dei prossimi due anni).
Sicuro, invece, è il via alle vendite in India della Fiat Linea a settembre. Per quanto riguarda i motori, imminente - secondo quanto risulta al Giornale - è l’inizio della produzione nell’impianto vicino a Mumbai delle unità Fiat 1.2 Fire (benzina) e 1.3 Multijet (diesel), le stesse che Tata monterà sui modelli Indica e Indigo, presentati al Salone di Ginevra. I francesi di Psa, invece, sarebbero in vantaggio sulla commessa per dotare il nuovo veicolo crossover indiano, atteso nel 2009, di un motore V6.