Tatangelo: "La realtà delle donne mi spaventa"

A sorpresa nel suo nuovo cd l’interprete ventunenne parla anche di
anoressia: "Ho registrato di getto, mi ha ispirato la cronaca. Io
incinta? Troppo presto"

Milano - Lei ti scruta con quegli occhioni neri e mica si sbilancia. Anche oggi che deve annunciare il suo nuovo cd Nel mondo delle donne, Anna Tatangelo inizia guardinga, parla piano, lentamente. «Questo è il disco in cui credo di più». Ha 21 anni quasi ventidue, è un tipo tosto ma timido, anzi intimidito. Tosto perché sa che cosa vuole. Intimidito perché da quando si è presentata al suo primo Festival di Sanremo a 15 anni (e poi ne ha fatti altri quattro, l’ultimo l’anno scorso) è stata paparazzata senza pietà, un martellamento di gossip che per lei è stato più faticoso di una maratona. Perciò è guardinga. E figurarsi da quando è diventata ufficialmente la compagna di Gigi D’Alessio: i rotocalchi ci sono andati a nozze, anche a costo di farle coi fichi secchi e inventarsi un sacco di fregnacce. «C’è chi dà per scontato che non esistano altro che meteore, ma io faccio la mia musica da ben prima di incontrare Gigi: e comunque ho sempre tenuto nascosta la mia vita privata». E in effetti la ragazzina figlia di due pasticcieri di Sora, in provincia di Frosinone, a dodici anni era già sul palco del Minifestival della Canzone di Viterbo, che poi ha vinto l’anno dopo. Quando Pippo Baudo la sceglie come conduttrice di Sanremo Top su Raiuno, nel 2002, ha già vinto pure il Festival nella categoria Giovani. Bella è bella e pure la sua voce ha bei colori, ambrati ma squillanti, capaci di correre sui binari del pop più patinato e solubile, sgombro da ambizioni intellettuali e forse per questo più vicino agli ascoltatori. Eppure il luogocomunismo più becero la inchioda sempre sulle stesse assi. Il look. E la chirurgia plastica. E la presunta disinvoltura sentimentale. E addirittura le sopracciglia. «Non piace come mi trucco? Pazienza» allarga le braccia. Dopo il terzo posto al Festival 2006, dopo Povia e i Nomadi, durante la conferenza stampa a notte fonda all’Ariston, i giornalisti le chiedono soltanto come mai, per la prima volta, sul palco avesse indossato «un vestitino invece dei soliti pantaloni». «La malizia è solo negli occhi di chi guarda» dice lei adesso proprio mentre pubblica un cd che, per temi e intensità, fa leva su tutto tranne che su richiami superficiali o di banalissimo glamour. Oltre a essere un disco bello e sorprendente, Nel mondo delle donne è quello che negli anni Settanta si sarebbe pomposamente chiamato «concept album». E le undici canzoni vanno a fondo nel chiaroscuro delle donne pescando gli aspetti più difficili e, diciamolo, meno indagati dal pop: la violenza domestica, l’anoressia, la disperazione. Ci sono brani come Rose spezzate - lei dice: «L’ho registrata in un colpo solo» - che hanno davvero una forza emotiva inedita per lei e senz’altro capaci di emozionare perché questa ragazza con i capelli lisci e nerissimi, dritta come un fuso, parla la stessa lingua di quelle donne che la violenza la subiscono e stanno zitte, non si ribellano, non riescono a comunicarla e quindi la perpetuano. Con loro, per abbattere le loro difese, non servono discorsi complicati o dotte articolesse: basta sapersi mettere in contatto, magari con una canzone. E la Tatangelo ci riesce. «Quest’estate ho visto alcuni programmi di Raitre che trattavano di questi argomenti e mi sono detta: ne voglio parlare anch’io». Obiettivo raggiunto in tempi record. E anche le cover inserite nel disco - Il posto mio scritta da Tony Renis e cantata da Domenico Modugno e poi Anna verrà dall’album Mascalzone latino di Pino Daniele, che suona anche la chitarra in Sarai, duetto con Gigi D’Alessio - rientrano in questo discorso. «Quando soffre, spesso la donna trasforma il suo dolore in un segreto. Lo nasconde. Ecco, io, che per fortuna non ho mai avuto questo tipo di problemi, voglio parlare a questi segreti delle donne. Ho visto in tv il caso di quell’uomo che aveva picchiato la sua compagna, l’aveva accompagnata in ospedale continuandole a ripetere: se non vieni via di qui ti picchio di nuovo, però ti amo. Spaventoso. Così ho inciso questo disco». Tanto per capirci, il primo pezzo è Profumo di mamma e parla delle gioie di chi aspetta un figlio: «Ma io - dice subito lei - non sono incinta. Sogno di avere un figlio ma è troppo presto». Lo dice sorridendo a occhi bassi e poi se ne va, statuaria e un po’ meno intimidita, una volta tanto.