«La tattica ha un ruolo determinante»

I due yacht designer di Luna Rossa: «I team che sono rimasti in gara hanno saputo adattare le barche a diverse condizioni»

da Valencia

Claudio Maletto e Roberto Biscontini sono due yacht designer di Luna Rossa. In questi giorni hanno lavorato per la messa a punto di Luna Rossa. Rispondono insieme.
Cosa si fa per adeguare la barca all'avversario?
«È una situazione diversa rispetto ad auto o moto, dove cerchi di adattarle a un circuito preciso usando l'assetto e le gomme giuste. Per analogia si dovrebbero fare scelte sul vento e il mare, ma un campo come Valencia è rischioso e non pagante. Da un punto di vista tattico è più valido non essere troppo distanti dalla condizione dell'avversario in modo che sia decisiva la tattica e la conduzione della regata».
Cosa si può fare?
«Durante le semifinali possiamo fare due cambi al certificato di stazza, un ulteriore cambio può essere fatto ma costa un punto. Non è conveniente, si fa solo in caso estremo. Si può anche sostituire la barca. Il certificato cambia quando cambi pinna, timone, bulbo o alette. L'albero è libero».
Luna Rossa sembra preferire la bolina alla poppa.
«Storicamente in Coppa c'è sempre stata una predilezione della bolina e questa volta, per la prima volta, le statistiche sono un poco contraddette e ci sono sorpassi in poppa. Noi come altri team abbiamo privilegiato la bolina e conoscendo il design team di Bmw Oracle e Dickson loro ci terrebbero davvero ad avere più prestazioni di bolina… quasi potremmo dire che qualcuno vorrebbe la nostra barca. La poppa non è la nostra cosa forte, ma è stata una scelta cosciente presa con il sailing team.».
Oracle ha fatto sorpassi che a Luna Rossa non son riusciti.
«I distacchi che si producono non sono le vere differenze di velocità delle barche. A questo livello parliamo di differenze di un metro, due metri ogni minuto. Tutto il resto è giocato dalla tattica. Qui il vento ha molto peso. Ci sono dei rallentamenti di pressione locali che enfatizzano le scelte tattiche. Il bordeggio fa molto».
Ma due barche con lo stesso vento che differenza esprimono?
«Due progetti di team che hanno investito molto come noi è difficile abbiano una differenza superiore ai quaranta metri in una bolina. La velocità superiore ti consente di essere prima dove il vento è migliore, consente degli "agganci" interessanti. Nei round abbiamo sperimentato molto ma la scelta è stata fatta negli ultimi giorni dei round robin. Qualche piccolo ritocco nei giorni di intervallo».
Insomma è meglio avere barche all round che si adattano a diverse situazioni o privilegiare una condizione?
«I team che sono rimasti in regata sono quelli che hanno saputo adattare le barche a diverse condizioni. Farne una che va in una condizione precisa è relativamente facile, farne una con un pacchetto completo, con un range ampio è più difficile. E’ un peccato che non abbiamo visto regate con quindici nodi, avremmo visto differenze più forti».