Tav, Berlusconi: "Avanti, anche con la forza"

Il presidente del Consiglio: pronti 16 miliardi di euro da investire nelle grandi opere. "No alle minoranze che bloccano i cantieri, faremo come a Napoli". E aggiunge: "Dobbiamo diffondere ottimismo, perchè chi è è pessimista concorre al declino"

Rho Pero (Milano)«Diffondere ottimismo, perché chi è pessimista concorre al declino». La parola d’ordine di Silvio Berlusconi, ripetuta come un mantra ai collaboratori, rimbalza anche dalla Fiera di Rho-Pero, alle porte di Milano, dove il presidente del Consiglio ha inaugurato il Salone del ciclo e del motociclo. Gira per un’ora tra gli stand, stringe mani, solleva in trionfo la bici del Milan, invita a pedalare invece di inquinare («mi piace l’idea americana di dare 20 dollari in più in busta paga a chi va al lavoro in bicicletta»), scherza sugli adulteri che abbondano («se dessimo venti dollari a chi tradisce la moglie poi torna a casa...»). Saluta allegro visitatori e fan che lo seguono in corteo fin sotto l’elicottero, quando è ora di ripartire.
Sorride. Mette in guardia dalle «profezie autoavveranti» anche a tavola, dopo aver annunciato pubblicamente misure di sostegno a banche e famiglie («il decreto arriverà la prossima settimana»), semaforo verde all’Alta velocità nei Trafori alpini («anche con l’uso della forza»), stanziamenti per le scuole cattoliche, lotta a baronati, parentadi e sprechi nelle università, punizioni per chi imbratta muri e strade («dobbiamo riportare l’Italia al decoro e alla civiltà»). Provvedimenti che ritiene iniezioni di fiducia al Paese.

«Abbiamo ereditato una situazione difficile». E accusa: «Quando accendo la Tv, in tutte le trasmissioni assisto ad attacchi contro di noi, mossi da conduttori televisivi appecoronati sulla sinistra». In particolare sui temi della scuola sottolinea «una disinformazione eccessiva e inaccettabile». Insiste sul bicchiere mezzo pieno, 16 miliardi di euro a disposizione per le infrastrutture, 13 milioni di euro di incentivi per i mezzi meno inquinanti e i nuovi provvedimenti di sostegno a banche, imprese e famiglie, per i quali il Financial Times parla di 30 miliardi di euro.

Le opere pubbliche possono essere un volano di ottimismo. «Riprenderemo con determinazione il piano sulle infrastrutture che avevamo iniziato con l’altro governo e che è stato fermato dalla sinistra, a causa dell’opposizione dei comunisti. Hanno bloccato anche i lavori per trafori come quello del Frejus. Ma le decisioni prese democraticamente devono essere attuate e lo Stato garantirà che i lavori del Corridoio 5 vadano avanti usando anche, se necessario, la forza. Come abbiamo fatto in Campania per l’emergenza rifiuti». Il principio da difendere è sempre lo stesso e vale per la scuola come per le discariche e la Tav: «No alle minoranze che bloccano. È una violenza contro i cittadini, contro i viaggiatori, contro la democrazia».
Il premier non fa cifre sui provvedimenti anticrisi, ma conferma stanziamenti cospicui in arrivo la prossima settimana, quando il governo varerà un decreto per aiutare banche e famiglie «forzando la necessaria attenzione alla quadratura dei conti». Spiega che i fondi destinati alle banche saranno sottoposti a vincoli, nel senso che gli istituti che ricorreranno alla liquidità di Stato dovranno garantire di mettere a disposizione i fondi per i prestiti: «Le banche saranno chiamate a mantenere lo stesso monte prestiti a famiglie e imprese e potranno essere chiamate dal governo a aumentarli dell’1, 2 o 3 per cento». Berlusconi esclude una statalizzazione delle banche o comunque ingerenze nella gestione: «Interverremo sottoscrivendo obbligazioni convertibili o azioni privilegiate, senza diritto di voto». Anticipa che un’importante banca annuncerà presto di poter mettere a disposizione delle piccole e medie imprese 5 miliardi di euro.
Parla degli aiuti alle scuole cattoliche e garantisce che non mancheranno all’appello i 500 milioni previsti. «A causa di una svista nella finanziaria abbiamo tolto 134 milioni di finanziamento alle scuole private. Rimedieremo, per difendere la libertà dei cittadini di mandare i figli anche in una scuola diversa da quella pubblica» spiega. L’obiettivo dichiarato degli interventi che riguardano scuola e università è «spendere meglio i soldi degli italiani».

Difende i provvedimenti del decreto Gelmini, dall’«insegnante prevalente» (non unico) al tempo pieno (che sarà mantenuto e potenziato) alle novità in arrivo negli atenei. Nota dolente la riforma delle università, che ha scatenato resistenze consolidate. «Daremo modo agli studenti di imparare cose utili, faremo diminuire baronati, parentadi e il numero di corsi. Ce ne sono alcuni con un solo studente!».
A scuola esclude licenziamenti di insegnanti, sponsorizza il ritorno del voto («mi è capitato di leggere alcuni giudizi e non sapevo se ridere o piangere, un numero è molto più chiaro»), del cinque in condotta e del grembiulino, «per evitare differenze tra chi è griffato e chi non lo è». Sorride e conclude: «Se vi sembrano cose per cui portare i bambini in piazza...».