Tav, Fassino assicura: "La manifestazione si fa"

Il primo cittadino di Torino: "Sarebbe inopportuno vietarla". Dalla Commisione Ue via libera al regolamento comunitario sui progetti di trasporto transeuropeo. Tra le reti italiane anche la tratta Torino-Lione

Fassino investe sui No Tav. La manifestazione No Tav promossa per il 23 ottobre a Chiomonte in Val Susa "si farà perchè sarebbe del tutto inopportuno vietarla". Lo ha detto il sindaco di Torino Piero Fassino. "Un divieto diventerebbe esso stesso motivo di ulteriore tensione" ha spiegato il primo cittadino, precisando: "Naturalmente la manifestazione dovrà essere rispettosa delle leggi del Paese e delle norme che le autorità di polizia e in particolare il prefetto e il questore di Torino hanno predisposto in questo periodo". "Ci aspettiamo - ha concluso Fassino - che chi parteciperà si assuma la responsabilità e il dovere di garantire uno svolgimento pacifico e quindi di impedire atti di sopraffazione e violenza".

La Commisione europea vara la proposta di regolamento sui progetti legati ai trasporti d'importanza strategica per l'Ue. Riguarderà l'arco temporale dal 2014 al 2020 e comprende anche una serie di progetti italiani, in tutto una quindicina.

Le grandi opere infrastrutturali legate al nostro territorio sono oltre 15 e sono state rese note insieme ai parametri che dovranno obbligatoriamente essere rispettati per beneficiare del contributo finanziario dell'Unione Europea. Tra le varie norme l'obbligo di far partire i cantieri oggetto del finanziamento entro un anno dalla data prevista al momento del finanziamento e la possibilità "di possibili modifiche nelle priorità politiche, al manifestarsi di nuovi fattori tecnici e anche di variazioni nei flussi del traffico".

L'Ue distribuirà fondi per un totale di 31,7 miliardi di euro e lancerà i project bond, strumenti finanziari destinati a raccogliere sul mercato risorse necessarie al completamento delle grandi opere dei trasporti, che costituiranno la nuova "spina dorsale" dei collegamenti europei. Tali strumenti finanziari saranno garantiti a livello comunitario.

Il lavoro di concerto tra Roma e Bruxelles ha portato all'inclusione nel piano europeo di diversi progetti, compreso il collegamento Napoli-Palermo che rischiava l'esclusione dall'elenco delle priorità. Accanto a questo collegamento, prende forma l'idea di un corridoio Baltico-Adriatico garantito da collegamenti ferroviari e dalle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna, oltre che dai porti della stessa Ravenna, di Trieste e di Venezia. Al Nord la massima priorità è stata assegnata al collegamento al tunnel del Brennero e al collegamento Genova-Milano-Svizzera, ma a spiccare nella proposta di regolamento è il tracciato Torino-Lione, quello oggetto delle proteste dei No Tav, che ora si troveranno a fronteggiare anche il placet dell'Unione Europea sul progetto di alta velocità che colllegherà Italia e Francia.

La quota finanziabile del progetto, che "dipende dal fatto che la Torino-Lione è stata inserita tra le dieci opere ’super prioritarie" sarà pari al 40% del totale. Una cifra che sarà corrisposta, commenta Mario Virano, commissaro che preside l'Osservatorio tecnico, se riusciremo a "continuare a essere rigorosi e a rispettare le scadenze come, nonostante tutto, abbiamo fatto finora".

In aggiunta a questi progetti molta attenzione è stata dedicata anche al Mezzogiorno, con il potenziamento della Napoli-Reggio e i lavori della Napoli-Bari. Confermata anche la possibilità di un miglioramento del collegamento tra Messina e Palermo.

Grande assente nella lista delle opere strategiche il ponte sullo Stretto, per il quale l'Ue non ha voluto impegnarsi. Un "no" che non modifica però di una virgola l'intenzione di realizzare il progetto di collegamento che, dice il ministro Matteoli, "verrà realizzato a prescindere dall'eventuale finanziamento della Ue", reperendo le risorse "sul mercato, come previsto dal piano finanziario allegato al progetto definitivo".