Tav, Prodi: "Rispetteremo gli impegni"

Il premier Romano Prodi ha garantito al primo ministro francese Francois Fillon che la Lione-Torino si farà. Il ministro Di Pietro: "Abbiamo il via libera alla richiesta di cofinanziamento europeo dell'alta velocità"

Roma - "Mi sono impegnato sul progetto della Lione-Torino: l’Italia farà fronte ai suoi impegni". Lo ha garantito il premier Romano Prodi al primo ministro francese Francois Fillon. E sempre oggi, in tema di alta velocità, il ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro fa sapere che ha avuto da Prodi il via libera alla richiesta di cofinanziamento della Ue per i progetti infrastrutturali transfrontalieri, tra cui la Torino-Lione.

La richiesta di cofinanziamento Di Pietro si recherà a Bruxelles il 18 luglio per presentare la documentazione al commissario ai Trasporti Ue Jacques Barrot. "Prodi - ha riferito Di Pietro a margine della conferenza nazionale sulle infrastrutture- mi ha autorizzato a chiedere il cofinanziamento per realizzare le reti infrastrutturali transfrontaliere ed è ciò che farò". La richiesta che l’Italia farà, ha spiegato il ministro, si baserà sulle "indicazioni che ha dato il territorio e che arriveranno cammin facendo in un percorso di concertazione". Le tratte interessate dal cofinanziamento dell’Unione europea sono la Torino-Lione, il tunnel del Brennero, la linea Trieste-Divaccia, e il terzo valico dei Giovi.

Agnoletto: "La Tav è ancora inutile"  "La Tav continua ad essere inutile e potenzialmente dannosa". Lo ribadisce l'eurodeputato di Rifondazione Comunista, Vittorio Agnoletto, in una lettera inviata a tutti i sindaci della Valsusa, invitandoli "a scriverlo in modo chiaro e incontrovertibile sulle risoluzioni che saranno inviate a Bruxelles". I comuni del territorio interessato dal passaggio della linea ad alta velocità Torino-Lione hanno infatti annunciato che il 17 luglio, a tre giorni dalla scadenza per la presentazione all’Unione Europea della richiesta di cofinanziamento, approveranno in contemporanea un documento per ribadire le proprie perplessità sull’opera. E se da questo dovesse scomparire un netto e chiaro rifiuto della Tav, "si rischia che la nostra battaglia - scrive l’eurodeputato - si trasformi in pura testimonianza".