La Tav «scomparsa» divide l’Unione I Verdi: abbiamo vinto

Nel programma silenzio sull’opera in Val di Susa. Prodi e Fassino: «Però la vogliamo». Ds e Udeur chiedono a Bertinotti di non candidare il no global Caruso

Roberto Scafuri

da Roma

Fatto il programma, fatta la passerella «uniti e coesi», resta ora da fare l’Unione. Non bastano 281 pagine di mirabili dosaggi sulle parole e (forse) sulle idee. Quali sono le priorità del primo anno di governo unionista? «È la sfida delle prossime settimane e sull’ambiente non faremo sconti a nessuno», fanno sapere i Verdi. Grumi d’ambiguità e malintesi, dileggi e interessi personali non fanno scorgere ancora alcun solido Patto di solidarietà nella coalizione. Le grane allora sono scontate, così come quella Tav in val di Susa, non citata nel programma. L’ufficio stampa di Prodi dirama una nota per correggere il tiro: «Strumentale affermare che la linea ferroviaria Torino-Lione non rappresenti una priorità solo perché nel programma sono riportati a titolo d’esempio soltanto le linee del Brennero e del San Gottardo... L’importanza strategica di quest’opera... è stata ribadita anche di recente dal leader Prodi...». La nota precisa anche che nel programma si parla di «coinvolgere le realtà locali nella valutazione delle compatibilità socio-ambientali delle grandi opere». Tesi ribadita Piero Fassino: «La Tav è una priorità di governo del centrosinistra ed è destituita di fondamento ogni diversa ipotesi». Il responsabile del programma per i Ds, Pierluigi Bersani, conferma l’«evidenza della priorità della Torino-Lione».
Inevitabile la smentita di Verdi e Pdci. «Non è casuale che la Tav Torino-Lione non sia inserita tra le priorità del programma - rivela Paolo Cento -, questo indica che sono altre le priorità...». Spiega nel dettaglio il leader Pecoraro Scanio: «In questo settore gli interventi prioritari e concordati sono quelli su Brennero e San Gottardo, perché vicini alla saturazione, come scritto a pagina 138 del programma. Quanto al megatunnel in Val di Susa c’è invece l’impegno a confrontarsi con le istituzioni locali e a non imporre opere contro la volontà della popolazione. I Verdi si impegneranno per evitare questo scempio ambientale...». Aggiunge il comunista Marco Rizzo: «Prima di pensare a opere faraoniche di impatto ambientale ancora tutto da valutare, è bene porre l’accento sulla messa in sicurezza dei treni e del sistema ferroviario che già esiste. Questa è la priorità, non la Tav in Val di Susa».
La priorità delle priorità, insomma, sarebbe forse quella dei rapporti tra le persone. A cominciare dall’ostilità mostrata nei confronti della Rosa nel pugno. Boselli ieri ha ribadito che sottoscriverà il programma, ma non darà mai il proprio voto a finanziamenti per le scuole private. Il leader dello Sdi risponde con altrettanta durezza ai due peggiori avversari, Rutelli e Diliberto. Quest’ultimo «ci ha ammonito con una volgarità stupefacente - lamenta - sul carattere eversivo che la Rosa avrebbe nel centrosinistra: non accettiamo lezioni su come si deve partecipare a una coalizione democratica proprio da chi non ha saputo condannare nettamente il regime castrista...». A Rutelli, i socialisti rimproverano invece i «balbettii» sul no ai Pacs e sull’aborto, dovuti «alla connotazione «cattolico-confessionale» dei Dl, ormai legati ai «settori più oscurantisti del mondo cattolico», come la candidatura della ruiniana Binetti «dimostra». E se persino la repubblicana Sbarbati si dichiara stupita per essere considerata dagli alleati «un intralcio», Mastella e Fassino continuano a chiedere l’estromissione del no global Caruso dalle liste degli indipendenti di Rifondazione. Il quale, per nulla intimidito, sembra divertirsi con quelle che definisce «battute efficaci», come l’esproprio della barca di D’Alema. «È chiaro che si farebbe poco, meglio la Tobin Tax», si corregge con levità. Ma il rischio è che a furia di battute passi a tutti la voglia di ridere.