«Al tavolo della Cdl solo con il Cavaliere»

«La ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi è l'unico caso in cui resta possibile un'alleanza della Dc con la Casa delle libertà. Qualsiasi altra candidatura della destra non ci interessa perché siamo un partito di centro che guarda a sinistra e solo Berlusconi può ripetere il miracolo di tenerci tutti assieme». Così il segretario della Democrazia cristiana, Gianfranco Rotondi, ha commentato le parole del presidente del Consiglio che lunedì da Porto Rotondo ha ribadito la sua candidatura alla premiership del centrodestra per le Politiche 2006. «La sua confermata volontà di ricandidarsi come leader della Cdl ha scoperto il gioco dell'Udc - ha continuato Rotondi polemico nei confronti dei vertici del partito di via Due Macelli -, la pioggia di dichiarazioni di risposta al premier è la testimonianza che qualcosa non è andato per il verso giusto a Casini e Follini. Avevano iniziato ad assaggiare l'antipasto di un nuovo, si fa per dire, centrodestra senza la guida di Berlusconi, ma il Cavaliere ha servito loro un piatto freddo e indigesto: Casini si rassegni. Per lui e per Follini arriveranno forse tempi migliori». Il segretario democristiano, dopo aver ribadito che un’alleanza del suo partito con la Casa delle libertà ha come condizione la guida di Berlusconi, ha consigliato all’Udc di «accontentarsi» di sedere al tavolo della coalizione. Se, viceversa, «tenteranno di scalzare il premier allora la Dc non perderebbe un minuto solo a confrontarsi col centrosinistra. E a quel punto rimarrebbero solo pochi commensali a un tavolo senza nessuna pietanza, con buona pace di Casini e Follini destinati a spartirsi un tozzo di pane».