Il tavolo verde paga di più se è virtuale

È boom per il gioco online, dopo il placet dei monopoli di Stato lo scorso luglio al poker in versione cash, tutto e subito con soldi veri, e dei casinò games, dai dadi al black jack, dal baccarà alla roulette.
Già a fine anno, secondo le stime dello studio Carboni & Partners, la raccolta su web dovrebbe più che raddoppiare raggiungendo gli 11,7 miliardi di euro. Per decollare letteralmente nel triennio successivo, con una spesa che potrebbe superare nel complesso i 70 miliardi di euro. Dei quali oltre 65 destinati a tornare nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite.
A favore dell’online soprattutto la constatazione che il tavolo verde virtuale paga di più, come testimoniano i dati elaborati dall’agenzia Agicos: nei mesi di luglio e agosto poker a torneo e poker cash hanno fatto registrare un «payout», rispettivamente, prossimo al 90 per cento e superiore al 97 per cento, contro una quota media di restituzione delle giocate stimata per l'intero comparto attorno al 75 per cento.
Dovendo competere con l’offerta illegale su internet, i concessionari sono infatti tenuti a distribuire vincite per almeno 9 euro su 10 ma possono anche rinunciare a una fetta maggiore degli incassi per aumentare l’appeal dei propri tavoli virtuali. E anche il fisco, per i nuovi giochi, si accontenta di introiti più bassi.
In prospettiva, a mettere il turbo al giro d’affari online, la programmata introduzione delle web slot machine, da cui i tradizionali apparecchi di intrattenimento devono attendersi una feroce concorrenza, e la possibilità di sfruttare i nuovi canali legati alla televisione interattiva e al mobile gaming su smartphone.
Un business in rapido divenire che fa gola a grandi realtà, già nell’elenco degli aggiudicatari di concessione, dalla media company Neomobile a Mondadori e Poste Mobile, o attese in lista, come Telecom, Wind e Vodafone.
In parallelo al previsto forte sviluppo, il gioco online è destinato a mutare in fretta composizione e relativi pesi. Il 2011 vedrà i «casinò games» raccogliere 4 degli 11,7 miliardi complessivi, mentre «poker cash» e «poker a torneo» si attribuiranno l’uno 3,6 e l'altro 2,4 miliardi, con incidenza rispettiva sul totale pari al 31 per cento e al 20 per cento circa. Ma nell’arco di un triennio ci si aspetta che il secondo diventi, in proporzione al primo, quasi marginale.
Alle scommesse sportive su Internet, invece, si ascrivono quest’anno grosso modo 1,2 miliardi e, in vista del 2014, una lenta ma costante progressione. Nello stesso periodo si prevede l’affermazione del Bingo in versione web, capace di portare il proprio giro affari alle soglie del mezzo miliardo, e il moltiplicarsi del business delle lotterie online fino a un valore analogo, a un ritmo di crescita secondo solo a quello delle slot virtuali, la cui raccolta, però, varrà almeno sette volte tanto.