Taxi abusivi: a Fiumicino è ancora Far West

Marzio Fianese

Un nulla di fatto. All’aeroporto di Fiumicino, dopo la sigla in Prefettura del Protocollo d’intesa avvenuto il 29 marzo scorso, tra le amministrazioni, la società di gestione e gli enti interessati, che sanciva una serie di provvedimenti mirati a reprimere il fenomeno dell’abusivismo dei taxi, non è stato ancora messo in atto neanche un solo punto dei 10 programmati. Niente. Proviamo a percorrere avanti e indietro e in lungo e largo i settori Arrivi dei tre terminal ma non c’è nulla. Non è partita nessuna operazione «prezzi sicuri» annunciata dal Prefetto di Roma. Dei tabelloni luminosi con le tariffe indicate in euro, dollari e yen non si vede neanche l’ombra, così come non è stata installata nessuna telecamera blindata per riprendere i «furbi» che rubano le corse ai colleghi onesti; né si è mai vista fino a oggi la collaborazione dei vigili del Git di Roma, che dovevano rinforzare l’attuale organico di Fiumicino, impiegato nella lotta contro l’abusivismo. Punto quest’ultimo, su cui lo stesso prefetto Serra si era impegnato personalmente con tanto di dichiarazioni pubblicate su alcuni quotidiani. E pensare, sempre per restare sul tema, che il 22 marzo scorso così titolava un articolo pubblicato da un noto quotidiano romano, che affrontava con tanto di dati e numeri l’annoso fenomeno dei taxi fuorilegge: «Taxi, guai ai furbi e ai prepotenti, il prefetto Serra annuncia: basta con gli abusi, entro Pasqua partirà l’operazione prezzi sicuri». Un articolo, peraltro, uscito dopo una sequenza di inchieste sul medesimo argomento, pubblicate nei mesi precedenti da il Giornale. Preannunciando di mettere a ferro e fuoco (si fa per dire), lo scalo romano, pur di arginare il problema, minacciando, queste testuali parole: «Contro di loro nessuna pietà». Oggi a più di un mese di distanza da quelle dichiarazioni e dalla firma sul suo tavolo del protocollo d’intesa, della «guerra» da parte delle istituzioni nei confronti dei tassisti abusivi che spadroneggiano in aeroporto non c’è traccia, ma resta il solito Far West. Basta guardare ai dati in possesso della task-force delle forze dell’ordine impegnate su questo fronte. Come i circa mille provvedimenti stilati nel 2005 dai vigili urbani contro l’abusivismo nel settore taxi e vetture conducenti, la decina di risse sfociate in episodi di violenza avvenute negli ultimi due mesi tra tassisti regolari e abusivi, le ripetute, pesanti minacce e ritorsioni contro gli investigatori della «squadra vetture» impegnati a scovare i balordi a caccia di turisti da truffare.
Più volte la questione è andata a finire sul tavolo di Serra, fino a quando, dopo l’ennesima grave denuncia, il 29 marzo viene appunto siglato il protocollo d’intesa tra il Comune di Roma, quello di Fiumicino, la Provincia, La Direzione aeroportuale di Roma-Fiumicino e la società Aeroporti di Roma, per la «regolamentazione del servizio taxi e noleggio con conducente nell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino». Dieci i punti pianificati nel documento, con lo scopo di arginare il problema, che ormai rischiava di degenerare. Come? Con la «regolamentazione dei flussi di entrata e uscita dal parcheggio polmone», l’installazione di tabelloni luminosi con l’indicazione in più lingue delle tariffe; e ancora: «Ai fini della gestione automatizzata dei flussi dei taxi - si legge nel protocollo - il Tag-Trasponder installato sulle vetture dovrà essere informaticamente abbinato al numero di licenza rilasciata dall’amministrazione comunale competente...». Il documento affronta anche la questione del servizio noleggiatori con conducente. «Per il servizio NCC, le Amministrazione comunali di Roma e Fiumicino, nonché l’amministrazione provinciale di Roma, si impegnano a individuare le modalità di istituzione di un documento di viaggio...». Ma il punto più importante della nota è il decimo, dove è scritto chiaramente: «Entro 30 giorni Aeroporti di Roma S.p.A. presenterà ai Comuni di Roma e Fiumicino e alla Provincia di Roma un progetto definitivo per l’attuazione degli interventi strutturali previsti dal protocollo. (...)». Di giorni ne sono passati quaranta.