Taxi abusivi a Fiumicino, vigili «in ritirata»

Marzio Fianese

L’aeroporto di Fiumicino rischia di piombare nuovamente nel far west. Da ieri per «motivi logistici» il comando dei vigili urbani di Roma si è di fatto ripreso indietro le 18 unità del Gruppo intervento Traffico di Roma giunti appena dieci giorni fa come supporto ai caschi bianchi di Fiumicino. Una task force voluta proprio dal Prefetto per combattere il fenomeno dell’abusivismo dei taxi, ma che si è già arenata.
A richiamarli è stato lo stesso comandante dei vigili di Roma, Giovanni Catanzaro, in seguito a una riunione con i sindacati di categoria. La motivazione di questa decisione, secondo il segretario Cisl dei Vigili, Gabriele Di Bella, viene così spiegata. «Un altro accordo è diventato un fallimento per incapacità dirigenziali - sostiene - non è sufficiente fare protocolli se non si mettono prima d’accordo le amministrazioni. Lo scalo è ubicato nel comune di Fiumicino e la legge impone l’impiego dei vigili del comune di appartenenza. E se è vero che a Fiumicino non sorridono perché sono sotto organico, a Roma piangiamo perché mancano 2.000 unità». Sembrerebbe piuttosto una presa di posizione politica, ma in ogni caso il risultato non cambia. Alla fine chi ci rimette sono sempre loro: i turisti, soprattutto stranieri che a ritmi impressionati ogni giorno vengono truffati dalla solita banda di tassisti disonesti che opera nei moli B e C, dove continuano a farla da padrone. Con la conseguenza che il nuovo protocollo siglato in Prefettura il 29 marzo rischia di saltare. Come se non bastasse gli investigatori della Squadra Vetture di Fiumicino sono sotto organico e spesso il Comando locale li utilizza anche per fare la viabilità nello scalo. Gli effetti negativi di questa drastica decisione si sono visti. Tra i nuovi provvedimenti decisi il 27 giugno c’era, tra l’altro, il nuovo sistema della corsia unica per i taxi che devono prelevare i passeggeri. «Probabilmente il Prefetto non lo sa, così come il Direttore dello scalo, ma non sta funzionando come dovrebbe - confermano due conducenti di auto bianche-. Qui i furbi e i prepotenti continuano ad accaparrarsi le corse che ritengono più convenienti e non ci fanno lavorare La prova di quanto affermiamo? Lei provi a restare mezz'ora nelle vicinanze della corsia dove accostano i taxi, fuori dai due terminal B e C, e si accorgerà se diciamo bugie».
In effetti accade proprio quanto raccontato dai tassisti. Sono le 19. A controllare la situazione sono solo 4 uomini, 2 vigili di Fiumicino e 2 della Polizia provinciale. Troppo pochi. Sulla corsia di destra i taxi provenienti dal Polmone gestito dalla Prosegur puntuali arrivano, entrano dal varco delimitato dalla sbarra, quindi attendono il turno prima di poter far salire i clienti. Ma c’è un gruppetto di furbi che invece di restare in fila dietro alle auto dei loro colleghi, si accosta vicino al marciapiede, quindi scende dall’auto e va a procacciarsi i clienti migliori: coloro che possono pagare bene una corsa o ancora peggio essere facilmente truffati. Una volta puntato il passeggero il tassista disonesto lo invita a salire sul proprio taxi. Sono trascorsi una decina di minuti. Tutto questo davanti agli occhi di decine di altri tassisti, costretti a non fiatare. «Altrimenti Dio solo sa cosa possono fargli - spiega un investigatore in borghese della Polaria - tra loro si annidano delinquenti». Saliti a bordo i passeggeri alle 19.15 il tassista/i disonesto non solo fa già scattare il tassametro, ma si rimette con prepotenza in fila nella corsia di destra, nonostante davanti a sé abbia altre auto bianche vuote, in attesa del loro turno. Tutto avviene davanti agli occhi di un vigile in gonnella, ma è solo. I suoi colleghi sono impegnati in altre operazioni.