Taxi «fuori controllo», la città resta a piedi

Appello di De Corato: «Il governo li ha presi a schiaffoni ma stiano calmi»

La voce è gentile. La notizia, pessima: «C’è un po’ di tensione, sa... è meglio che non cerchi un taxi» spiegavano ieri pomeriggio ai centralini delle radiotaxi. Per il secondo giorno di fila i tassisti si sono fermati per protestare contro il decreto del governo che liberalizza le licenze. E pesanti sono stati i disagi per i milanesi. Dal pomeriggio, nessun’auto bianca ha caricato passeggeri nei posteggi di Cadorna e Centrale e lo stesso è successo a Linate e Malpensa. Impossibile per i tassisti in servizio (pochi) arrivare in stazioni e aeroporti, dove gli scioperanti hanno organizzato dei picchetti. I sindacati di categoria, al termine di una riunione durata cinque ore, hanno annunciato uno sciopero per l’11 luglio, un martedì, in contemporanea con le altre città italiane. «Ma la rabbia è tanta, temiamo che ci possano essere blocchi incontrollati» hanno detto i sindacalisti al termine dell’incontro. Previsione che si è avverata pochi minuti dopo.
E cosa succederà oggi? «Il governo ha deciso senza consultarci, la delusione è grande - racconta Marco Luisi di Confartigianato -. Nessuno ha potuto leggere nel dettaglio il decreto, ma temiamo che si voglia far entrare qualche grosso gruppo nel settore». Decine di conducenti hanno aspettato la fine dell’incontro dei sindacati. Tra loro c’era anche Alfonso Faccioli, che guidò la protesta contro il sindaco Albertini, deciso a introdurre nuove licenze per concorso (per comprarla servono invece 130-180mila euro). «L’attacco del ministro Bersani alla categoria è stato ignobile e mette in difficoltà gli stessi sindacati - incalza Faccioli -. Se mi rimetterò alla testa dei cortei? Aspetto di capire quanti sono pronti a scendere in piazza. Gli scioperi improvvisi sono normali, quando ti rovinano non c’è molta voglia di rispettare le regole...».
Per questo, nei prossimi giorni, le proteste potrebbero ripetersi. Il decreto Bersani dà la possibilità ai Comuni di vendere nuove licenze a chi già ne possiede. «Ai tassisti dico che, come promesso in campagna elettorale dal sindaco, discuteremo con loro l’applicazione della norma» spiega Edoardo Croci, assessore comunale ai Trasporti. Il suo giudizio sulla liberalizzazione è positivo: «Vogliamo aumentare il numero di auto bianche in circolazione e il decreto ci dà degli strumenti per farlo, tutelando economicamente, a quanto si capisce, chi rimane con una sola licenza».
Resta alta, invece, la preoccupazione di blocchi selvaggi. La prefettura segue con attenzione la protesta e sta studiando come intervenire. «Non è giusto che una minoranza di tassisti, senza conoscere il testo nei dettagli, blocchi la città» si arrabbia Croci. «La colpa è del governo, intervenuto in un settore dove i Comuni (lo provano le 288 nuove licenze date da Albertini) avevano già strumenti per agire - aggiunge il vicesindaco Riccardo De Corato -. La categoria l’ha preso come uno schiaffone in faccia, ma invito tutti alla calma. A pagare le conseguenze sono sempre i cittadini».