Taxi introvabili ma il problema non sono solo i tassisti

L’ abuso della parola emergenza per definire qualunque situazione critica è ormai insopportabile. Perciò non parlerò di «emergenza taxi a Milano». Per quanto... Tutti i milanesi sanno che in certi orari (le ore di punta, certo: cioè quelle in cui il maggior numero di persone hanno bisogno del servizio) le centrali telefoniche dei radio-taxi danno un ossessivo segnale di occupato e a lungo non rispondono: mi è capitato di aspettare fino a 40 minuti prima che un risponditore automatico mi... mettesse in attesa. Quando finalmente un essere umano interloquisce e facciamo la nostra richiesta passano altri minuti in compagnia della voce registrata: «Stiamo cercando il vostro taxi». Ma non è detto che lo trovino: «Non abbiamo vetture in zona» è la non infrequente e catastrofica risposta finale, capace di provocare una crisi isterica.
E pensare che generalmente si ricorre al taxi per ragioni di urgenza. Stiamo comunque parlando di un servizio pubblico che, in quanto tale, deve essere sempre disponibile e in tempi ragionevoli, mentre è ormai diventato una lotteria. Chi viaggia sa che l'efficienza del servizio a Milano è incomparabile con quella delle altre metropoli europee.
Perciò è tanto più inspiegabile che le tariffe siano tra le più alte d'Europa. È una vecchia storia, che molti sindaci hanno tentato di risolvere, riuscendo al massimo a metterci una toppa. Da parte loro, i tassisti non vogliono neppure sentirsi dire che il servizio non funziona perché sono pochi: se lo fate, esasperati per la lunga attesa quando finalmente riuscite a salire sulla vettura conquistata, rischiate la rissa. Temono di diventare troppi a spartirsi la torta e non capiscono che, aumentando il loro numero, non diminuirebbero gli incassi ma i tempi di attesa e le frustrazioni dei clienti. Ma forse hanno ragione, non è giusto prendersela con loro: i veri responsabili sono i politici e gli amministratori, centrali e locali, che non vogliono correre il rischio dello scontro con una corporazione tanto agguerrita e preferiscono lasciare a terra (o al telefono) il cittadino. Ma, per carità, non parliamo di «emergenza taxi a Milano».