«Taxi, l’intesa c’è ma scioperiamo lo stesso»

Un fine settimana di tregua dopo le agitazioni gli scioperi selvaggi. Ma i tassisti sono già pronti a ricominciare la loro battaglia e domani si fermeranno per tutta la giornata. «Nel decreto Monti ci sono ancora troppi punti oscuri» sostengono. Da qui la decisione di sospendere le corse ancora una volta. E, c’è da giurarci, stavolta in pochi avranno voglia di fare «i crumiri» dopo l’aggressione di venerdì scorso di un tassista in via Scarampo.
Una delle preoccupazioni che attanaglia i sindacati delle auto bianche riguarda il nodo dell’authority. «Vogliamo che a prendere le decisioni continuino ad essere i Comuni e le Regioni - sostiene Antonio De Candia, Ugl taxi - e non un organo differente». A sostenere la stessa linea delle auto bianche è la Regione Lombardia che ha appena firmato un’intesa con le 26 sigle dei tassisti lombardi. Obbiettivo comune è quello di promuovere «il modello Lombardia». E cioè: mantenere in capo alle Regioni e agli enti locali le competenze in materia di regolamentazione del servizio.
«Altrimenti - spiega l’assessore lombardo alla Mobilità Raffaele Cattaneo - la Regione difenderà con le unghie e con i denti la sua potestà legislativa». Quindi non è da escludere che contro le liberalizzazioni scendano in campo anche le istituzioni, non solo i tassisti. Nell’accordo Pirellone-taxi si ribadisce anche la necessità di procedere con il metodo della concertazione, di fissare tariffe massime per il servizio e di consentire l’incremento delle licenze laddove se ne riscontri l’esigenza. Il primo a sottolineare l’efficacia del metodo adottato in Lombardia è il presidente Roberto Formigoni: «Solo così possiamo far cessare i disagi e favorire la crescita».
A mobilitarsi, in Lombardia, è il popolo delle 6.072 licenze, che rappresentano quasi un quarto di quelle nazionali. I tassisti incassano anche la solidarietà del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà: «Esistono lavoratori -spiega - che hanno costruito la loro professionalità a seguito di importanti investimenti, magari impegnando pure i propri risparmi nell’acquisto di una licenza. Non sono contrario, aprioristicamente, alla modifica di sistemi, a volte, troppo corporativi. Reputo, però, indispensabile la presenza di contrappesi necessari». In sostanza, Podestà chiede che non venga penalizzato l’investimento fatto da molti tassisti.
Mentre si lotta di mettere qualche paletto al decreto Monti sulle liberalizzazioni, si cerca di fare chiarezza sull’aggressione dell’altro giorno contro il tassista «crumiro». Il pm Luigi Orsi ha chiesto al gip la convalida dell’arresto e la misura cautelare in carcere per il tassista che, assieme ad altre persone, forse colleghi non ancora identificati, ha aggredito, picchiato e rapinato un taxista che aveva appena finito una corsa. «Non devi lavorare», avrebbe urlato l’aggressore Maurizio N., di 52 anni, con diversi precedenti penali. L’uomo è accusato di rapina aggravata e a breve il gip fisserà la data per l’interrogatorio di garanzia.
L’episodio ha contribuito a far esplodere una situazione già esasperata da giorni, con scioperi spot nei punti caldi della città, a cominciare dalla stazione Centrale, e con clienti lasciati a piedi un po’ ovunque. Ieri i toni si sono calmati e i tassisti hanno lavorato regolarmente. Anche oggi tutto funzionerà. Ma da domani ancora stop per 24 ore.