Taxi più salato, Calamante: «Ma tassametro senza trucchi»

Sull’inevitabile adeguamento delle tariffe dei taxi si prospettano tempi lunghi. E gli utenti ringraziano, visto che di aumenti si tratta. Per ora il Campidoglio sembra disposto a cedere alle richieste economiche ma in cambio chiede maggiore trasparenza sulla gestione delle auto. Da questo punto è, infatti, ripresa la trattativa che prevede altri tre incontri, il 27 settembre, il 2 e 3 ottobre. Il nodo da sciogliere è il tassametro, un universo mondo disseminato di trappole, in particolare per i turisti. «Si può discutere sull’aumento delle tariffe - ha esordito Calamante - a patto però che ci sia chiarezza. Sul tassametro, ad esempio, si deve leggere quello che si paga. La cosa fondamentale è sapere quanto costa la corsa, perché più che i numeri a me interessa il come. Del resto c’è una parte del documento comunale che parla espressamente di una nuova gestione di questo strumento».
Il documento in questione è una bozza del regolamento comunale per la disciplina degli autoservizi pubblici non di linea che Calamante ha consegnato ai tassisti. Si parla di adeguamento alla legge Bersani e alla legge regionale 58 e di requisiti morali. L’articolo 26 riguarda i tassametri. «I punti salienti - ha ricordato Calamante - sono che non dovranno mai essere manomessi o alterati una volta che l’utente è salito a bordo. Il supplemento notturno, poi, deve essere inserito automaticamente e ci deve essere un tetto tariffario sulle chiamate. Il congegno deve essere messo in azione solo al momento in cui il veicolo inizia il servizio e bloccato appena l’auto è giunta a destinazione. Non solo. «Il tassametro deve essere in grado di rilasciare, su richiesta dell’utente, una ricevuta indicante le singole voci che compongono l’importo del viaggio, il numero della licenza, il chilometraggio e la data». Fantascienza. Da parte loro i tassisti hanno consegnato una relazione «propositiva» su tariffe e adeguamenti. Un documento non controfirmato però dalle associazioni dei consumatori come l’assessore aveva chiesto.
In serata le prime reazioni all’incontro. Per Robilotta, capogruppo dei Socialisti riformisti alla Pisana, «la decisione dell’assessore Calamante di aumentare le tariffe dei taxi è una beffa per i cittadini. Non solo, l’amministrazione capitolina ha bloccato il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Non si può chiedere l’aumento delle tariffe per un servizio che risulta insufficiente».