In taxi al prezzo del bus e un «buono badanti» nel programma di Musso

Il candidato del centrodestra vuole anche rimborsi immediati per i cittadini penalizzati dal Comune e non esclude la moschea a bordo di una nave in porto

Parte che sembra voler dare ragione alla Vincenzi: «Vi spiegherò il programma in un quarto d’ora». Poi l’orologio biologico del «prof» lo costringe a fare i salti mortali per riuscire a stare nei tre quarti d’ora accademici. Enrico Musso di cose da dire ne ha, altro che programma inesistente. «Cento pagine, più bassi degli standard di Prodi - autoironizza -. Ma ho preparato un riassuntino. Diciamo che a voler essere sintetici, il mio programma ha tre punti principali più uno. Il primo: fermare il declino della città. Il secondo: la qualità della vita nella città. Il terzo: l’aiuto verso i più deboli. Il più uno è in realtà un punto trasversale che nasce dai primi tre e li riassume: è il migliore funzionamento della macchina comunale».
L’assessore

alla sicurezza
Musso va al concreto. Non vuole parlare di sicurezza. La sua ricetta è concreta. Intanto, se è una priorità, la sicurezza richiede attenzione. «Farò un assessorato alla sicurezza - annuncia -. E intendo spostare 170 agenti della polizia municipale da lavori di ufficio, di controllo e di repressione del traffico a un compito di sicurezza, creando anche presidi mobili in città. Sceglierei il personale su base volontaria. E so che c’è disponibilità». Il modello è Letizia Moratti: «Ha ottenuto 120 agenti e due commissariati in più da un governo di colore diverso. Qui vogliono togliere uno dei due commissariti del centro storico. Assurdo». Le telecamere? Sì, certo, ci vogliono eccome. Anzi, il Comune potrà favorirne l’acquisto e il collegamento con la centrale operativa per i negozi.
Taxi come bus
I trasporti sono il suo mestiere. E quando fa proposte, Enrico Musso, ha già un piano preciso in testa. Non solo boutade. Vuole più tram possibili, ma soprattutto «la sera, dopo una certa ora, intendo far usare i taxi come autobus. I cittadini, magari inizialmente gli anziani e le donne sole, le persone più in difficoltà, pagherebbero come la corsa del bus. La differenza ce la metterebbe il Comune, perché Amt risparmierebbe tantissimo tagliando le corse a vuoto, gli straordinari. E il cittadino avrebbe un servizio molto migliore». A proposito di Amt, «le corsie gialle vanno ridiscusse, togliere quelle inutili, adeguarle alle fasce orarie. Bisogna rivedere il contratto». Nel lungo periodo invece, via al potenziamento di tutti i collegamenti veloci. Metro per Terralba e Valbisagno, ascensori, scale mobili.
Il buono-badanti
Per il sostegno alle fasce deboli, quello che per il candidato sindaco del centrodestra è un «dovere morale», la ricetta è fatta di «voucher», di buoni di sostegno da distruibuire. «Perché così si mette nelle condizioni una persona, una famiglia di scegliere - spiega Musso -. Gli asili nido, le case di riposo, tutti coloro che offrono servizi, si devono mettere in concorrenza, e migliorarsi, per farsi scegliere». E qui c’è la novità. Un «voucher» andrà anche a chi assume una badante o un’infermiera. Purché «scelta da un albo comunale di persone formate e che garantiscono qualità. A questo albo può accedere chiunque. Al limite anche il figlio che sceglie di curare il genitore. Con gli opportuni controlli di garanzia, anche lui può ottenere il buono».
Le case al Comune
Tremila famiglie in lista d’attesa per una casa. Diciassettemila alloggi sfitti a Genova. Qualcosa non quadra. «I proprietari hanno paura ad affittare, temono di non tornare in possesso della casa - parla chiaro il candidato -. La mia proposta è quella di proporre ai proprietari di affittare la casa al Comune, che quindi diventa il garante. Poi il Comune la dà a chi ne ha bisogno. E per gli affitti a canone concordato, Ici ridotta del 75 per cento». Sulla prima casa, invece, il programma prevede un abbattimento della metà.
Cittadini rimborsati
Di carte dei servizi del cittadino se ne parla spesso. Ma Enrico Musso vuole che servano a qualcosa. Vuole che abbiano effetti pratici. Pensa al diritto di un cittadino a ottenere un «risarcimento automatico» quando la pubblica amministrazione è in torto. «Ora esiste un risarcimento automatico, ma è solo in un senso: se un cittadino sbaglia nel pagare, scatta il risarcimento automatico con la Gestline - fa l’esempio -. Ecco, io voglio che questo meccanismo funzioni anche al contrario». Anche perché parlando di soldi dei genovesi, Musso fa notare che la pressione fiscale è ai massimi livelli, è passata dai 671 euro pro capite del 2001 agli 800 di oggi: «Una pressione fiscale del 39 per cento superiore a Milano, del 28 rispetto a Roma, per fare riferimento anche a città amministrate dal centrosinistra».
Il candidato del centrodestra svaria su tutti i problemi. Dall’inceneritore («Sì solo se una commissione internazionale, in tre mesi e non in sette anni, ci dirà che è indispensabile, e a quel punto ne parleremo con la gente, ne faremo uno più piccolo possibile e senza importare spazzatura da altre province») alla Sanità («Basta con le promesse di ospedali faraonici nel ponente, salvaguardiamo quelli come il Villa Scassi che funziona a meraviglia»). Per lo sport cita il modello inglese, con stadi che rendono sia al Comune sia alle società che li gestiscono. A ogni nuovo Municipio proprone di individuare tre priorità che verranno realizzate portando a Genova i migliori architetti del mondo per tanti concorsi di idee. L’Affresco di Renzo Piano? «Appunto, è un affresco, migliorabile nell’attuazione pratica». Nei prossimi giorni spiegherà nei dettagli il progetto del «Distretto della cultura» da realizzare nel centro storico. Il voto agli immigrati, se dipendesse da lui, non lo darebbe: «Gli immigrati comunitari votano già alle amministrative; gli extracomunitari, solo quelli regolari, potranno votare per una loro consulta che interagirà con il consiglio comunale». La moschea? Non si discute la libertà religiosa. Il «no» a Cornigliano è dettato da motivi pratici, «gli stessi che comprendono gli stessi islamici, per i quali la moschea andrebbe bene anche su una nave ormeggiata in porto». L’ipotesi galleggiante è scritta anche sul programma elettorale, ma non viene da Musso, che si limita a dirsi favorevole a una proposta degli stessi islamici.
Di economia parla nei limiti di competenza di un sindaco, e lo fa usando una parola molto cara a Berlusconi. Perché il Comune non può far altro che «creare le condizioni per favorire l’intrapresa». Il porto? Meglio parlare di shipping, che è diverso, perché «Gioia Tauro ha traffici record e poco indotto, Londra è la capitale dello shipping pur senza avere movimentazione». Per fare tutto, serve però una macchina comunale efficiente. Cosa che non ha Genova, con cinque volte il numero dei dipendenti di Barcellona in proporzione agli abitanti: «Non voglio licenziare nessuno, ma neppure usare i giovani che sono tutti assunti con contratti da precari e appena possono vanno altrove. Meglio riassumere solo il 20 per cento di quanti vanno in pensione, ma con contratti definitivi».
Ci vorrebbero le cento pagine per contenere tutto il programma di Musso. Ma lui, questi concetti, ama spiegarli alla gente. Per strada, in bicicletta.