Taxi a Roma per incontrare il governo: proteste sospese

I taxi oggi saranno in servizio e così sarà anche domani, almeno fino a quando i delegati sindacali non lasceranno Palazzo Chigi. La categoria ha sospeso le proteste, anche se rimane in stato di agitazione, fino a domani alle 18, quando i delegati saranno ricevuti dal segretario generale della presidenza del Consiglio Manlio Strano e probabilmente dal sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti.
Oggi, giorno particolarmente delicato per la mobilità milanese per il debutto di Area C, le auto bianche saranno in servizio ovunque in Centrale, Linate e Duomo. Salva anche la settimana della Moda Uomo, che ha preso il via venerdì tra serrate selvagge e improvvise e operatori che l’altra notte vagano allibiti alla ricerca di qualcuno che, in cambio di una mancia aggiuntiva, li portasse finalmente in albergo. Assemblee congelate al momento, mentre è confermato lo sciopero di lunedì prossimo. Anzi, è probabile che nella prima settimana di avvio del provvedimento antitraffico cresca la domanda di taxi, anche se la categoria non si sbilancia: «C’è la crisi - continuano a ripetere - la domanda diminuisce». Ma tutto lascia supporre un incremento della domanda di auto bianche in questi giorni vista la novità di Area C e la confusione totale in cui brancolano i cittadini: pur di non rischiare la multa o di perdere un appuntamento a causa del traffico impazzito è probabile che in molti ricorrano ai taxi.
Si respira una certa tensione tra gli 800 aderenti all’Unione Artigiani della Provincia, in attesa di conoscere il loro destino. Oggi toccherà ai «fuori turno». Questa mattina intanto molti rappresentanti voleranno a Roma per mettere a punto la strategia tra le 23 sigle sindacali per l’incontro con il governo.
«Le liberalizzazioni? Vogliamo capire bene quali sono le intenzioni del governo - spiega Raffaele Grassi, presidente del Satam, Sindacato Artigiani Taxisti della Provincia di Milano - rispetto a diversi temi: per esempio se per territorialità si intende qualcosa sul modello lombardo allora ci stiamo. Noi siamo avanti in Lombardia perché lavoriamo su scala provinciale con le tariffe aeroportuali: lavoriamo cioè in collaborazione con gli altri comuni, mantenendo però le stesse tariffe». Guai, invece, a nominare l’authority per il Trasporto... «Ci vengono a dire che bisogna istituire un Authority per il trasporto che decida sull’aumento delle licenze - si infervora Grassi - perché le amministrazioni sono più sensibili alle pressioni delle categorie... Peccato che Albertini senza farsi troppi problemi rilasciò 2000 licenze». Rincara la dose Salvatore Luca, dirigente della Categoria Taxi dell’Unione Artigiani che definisce le liberalizzazioni «una sciagura». «L’ipotesi di liberalizzazione le licenze significa mettere sul tappeto l’unica risorsa di cui può disporre un taxista, in pratica la sua liquidazione. Senza contare che ci molti, soprattutto i più giovani, stanno ancora pagando il mutuo acceso per l’acquisto di una autorizzazione che finirebbe per diventare carta straccia».