Taxi, con il satellite tregua a rischio

Michela Giachetta

Il Grande Fratello sta per arrivare a bordo delle auto bianche. Ieri la giunta, con l’approvazione di una delibera, ha dato incarico all’Atac di disporre entro 30 giorni il progetto di monitoraggio delle vetture. Ma i tassisti, da sempre contrari ad avere nelle proprie auto quello che Loreno Bittarelli, presidente del 3570, definisce appunto un Grande Fratello, non ci stanno. E, «dato il mancato rispetto dei patti da parte del Comune», minacciano di far saltare gli impegni presi a fine agosto, a cominciare dal servizio integrativo a Termini e dalle tariffe fisse da e per Fiumicino e Ciampino.
Che non fossero possibili aperture su questo tema da parte del Comune, Veltroni l’aveva messo in chiaro già la scorsa settimana, dichiarando che «l’unico sistema di verifica per noi è il controllo satellitare». Diretta conseguenza di quelle parole è il provvedimento approvato dalla giunta. L’assessore alla Mobilità, Mauro Calamante, spiega cosa prevede: «Il monitoraggio, a carico del Comune (la spesa è di 59mila e 400 euro) sarà effettuato all’inizio, durante e alla fine dei turni, garantendo completamente la privacy del tassista». Da subito si costituirà un comitato che avrà il compito di monitorare l’incarico dato ad Atac e che sarà formato da due rappresentanti dei tassisti, due utenti e due rappresentanti del Comune. Il sistema di controllo satellitare sarà esteso anche agli Ncc di Roma e altre province e «forse in seguito - aggiunge Calamante - anche ai pullman, ma con modalità diverse».
Il Campidoglio, quindi, va avanti. Chi invece minaccia di fermarsi è Bittarelli (e non è il solo), che parla di «non adempienza dei patti da parte del Campidoglio». «La delibera appena approvata - sostiene - è un atto che sancisce il non rispetto degli accordi presi dal Campidoglio. A fine agosto, quando abbiamo firmato l’accordo, ci erano stati dati 60 giorni entro i quali formulare proposte inerenti al monitoraggio. Ma non ne abbiamo avuto il tempo, i 60 giorni non sono trascorsi, quindi, per quanto ci riguarda l’accordo con il Comune è saltato». Bittarelli spiega poi quali saranno le conseguenze di questa decisione: «Non faremo mancare i 2500 taxi in più previsti. Dobbiamo garantirli per non danneggiare l’utenza, ma ci sentiamo svincolati dagli altri punti dell’accordo, come il servizio integrativo a Termini e il rispetto della tariffa fissa da e per gli aeroporti». «Avevamo dato la nostra disponibilità su tutti i punti - gli fa eco Carlo Bologna, presidente dell’Ait (Associazione italiana tassisti) - ma il Comune ha voluto inserire in questo accordo una cosa che non piace ai tassisti romani: ovvero il progetto di controllo affidato all’Atac, azienda che deve fare il suo mestiere e non può accaparrarsi tutto il settore del trasporto». Per Bittarelli si deve comunque «aspettare la riunione di categoria che ci sarà i primi giorni di ottobre». «Allora - conclude - decideremo le forme di protesta da attuare».
In attesa dell’assemblea, Fabio Sabbatani Schiuma (An), componente della commissione Trasporti, fa sapere che «sono già state depositate due interrogazioni, una al Senato e una alla Camera», oltre a quella, analoga, presentata al Comune e sottoscritta dallo stesso Schiuma e da Gianni Alemanno, commissario della Federazione romana di An, in cui si definisce «illegittima» la delibera approvata dalla Giunta, dato che «il Comune può solo intervenire sulla operatività del servizio nei confronti del pubblico (quindi per quanto riguarda turni, licenze, ecc) e non certo sull’obbligo di installazione del sistema satellitare».