Taxi, si cambia: il «polmone» di Fiumicino ad AdR

Dal 1° maggio il servizio di corse dei taxi dovrebbe (il condizionale in questo caso è d’obbligo) funzionare in modo più trasparente a Fiumicino. Dopo mesi di indagini, verifiche a tappeto non solo sull’abusivismo dei taxi, ma anche sull’efficienza del servizio di corse delle auto bianche, la decisione di cambiare gestione del servizio diventa finalmente una realtà. Grazie anche all’intervento del prefetto Achille Serra, che aveva ricevuto numerose denunce sul modo in cui la Prosecur gestiva il cosiddetto «polmone», l’area dell’aeroporto in cui i taxi attendono la chiamata ai moli, il contratto con quest’ultima, che scade il 1° maggio, non verrà rinnovato. Ad annunciarlo sono stati due funzionari di Aeroporti di Roma, presenti alla riunione fra i rappresentanti dei radiotaxi e l’assessore capitolino alla mobilità, Mauro Calamante svoltasi al dipartimento della mobilità. Il servizio sarà internalizzato e la società di gestione per il momento ha ipotizzato che almeno il 50 per cento del personale sarà interno.
Si chiude così un capitolo che più volte era stato fonte di polemiche e denunce di inefficienza e che aveva visto anche il prefetto Serra costretto a prendere una posizione chiara. Soddisfazione per l’esito della vertenza è stata espressa anche dai sindacalisti di categoria. «Era ora, finalmente a Fiumicino si volta pagina, auspichiamo che il servizio di smistamento delle corse dei taxi in futuro migliori - ha detto Nicola di Giacobbe, sindacalista dei tassisti della Cgil commentando a caldo la notizia -. Noi come categoria da almeno un paio di anni avevamo lamentato carenze del servizio dovute a tutta una serie di fattori, non ultimo anche quello della carenza di vigili urbani del comune di Fiumicino, segnalandolo sia alla Direzione aeroportuale e la società di gestione, che al prefetto di Roma. È stato un intervento positivo poiché la Prosecur solo non era in grado di gestire in modo trasparente il “polmone”, ma perché funzionava male proprio tutto il sistema delle corse dei taxi».
Per Pietro Marinelli, sindacalista dell’Ugl, non è però sufficiente cambiare la gestione del servizio. «Non basta mutare l’identità di coloro che hanno in affido il “polmone” dei taxi - polemizza Marinelli - ma andrebbero effettuati maggiori investimenti sul fronte tecnologico, perché l’attuale sistema di smistamento delle corse dei taxi è affidato a un sofwtare informatico anacronistico».