Taxi, a Termini c’è anche la fermata degli abusivi

La fermata ufficiale dei tassisti, quella delimitata da una piccola ringhiera di metallo e contraddistinta dal cartello arancione scuro con la scritta nera «taxi», è davanti all’ingresso principale della stazione Termini, sulla sinistra. Ma la novità è in un’altra fermata che, di fatto, è stata costituita da qualche tempo, a circa 4 metri di distanza, davanti a un cartello che indica la possibilità di sosta per i tassisti che trasportano dei disabili. Adesso quella zona è appannaggio esclusivo dei tassisti abusivi. I quali non commettono mai l’errore di «occupare» lo spazio ufficiale - quello delimitato dalla ringhiera - ma che, di tanto in tanto riescono a bloccare dei turisti diretti verso la fermata segnalata dal cartello arancione.
Ieri alle 14.30 esercitava un gruppetto di cinque. «Vuole un taxi?» dice un signore sui 50 anni, parlata romana e grande catena sul petto. «Siete i tassisti regolari?» chiede un turista italiano. «Certo, è tutto in regola, stia tranquillo». Un ragazzo viene avvicinato dallo stesso signore: «Dove deve andare?». «A Tor di Quinto», gli risponde il viaggiatore. «Non c’è problema, la porto io», rassicura l’autista. La sua auto è parcheggiata in divieto di sosta, senza alcun cartello: per non farsi notare, fa sedere il passeggero e parte. Sembra incredibile in un paese civile, ma è così. E quelli ufficiali cosa dicono? «Che possiamo fare? Quelli stanno là, noi li ignoriamo. Ormai stanno sempre al solito posto. Se volessero, chi di dovere, saprebbe dove prenderli...».
«È da anni che denunciamo la questione dei taxi abusivi a Roma, ma non mi sembra che ci sia stata in passato una grossa volontà di risolvere il problema - dichiara Bittarelli (Pdl)-. C’è stata una tolleranza esagerata, è ora di finirla bisogna ripriostinare la legalità nel nostro settore».«I tassisti abusivi sono furbi. Ci sanno riconoscere, anche quando lavoriamo in borghese. Per questo è difficile pizzicarli», commenta Raffaella Modafferi, comandante del Gruppo pronto intervento traffico della polizia municipale, una che i tassisti abusivi li conosce bene. Soprattutto perché un gruppo di loro è stato protagonista, l’8 marzo 2007, di un’aggressione nei suoi confronti: «Basta con questi controlli, lasciateci lavorare», le avevano urlato in faccia davanti al suo ufficio, prima di aggredirla. Quel giorno se la cavò con 5 giorni di prognosi. Ma nonostante ciò i controlli sono andati avanti. Ma con qualche accorgimento in più.