Tazenda, De Gregori e Ruggeri: va in scena il folk in dialetto

È una specie di X-Factor in versione lombarda quello in scena stasera e domani sera al teatro degli Arcimboldi. Sul palco saliranno le band locali che interpretano i dialetti della loro zona mischiandoli, arrangiandoli su melodie rock e riproponendoli in chiave moderna, senza confinarli ai canti di paese. Ci saranno artisti noti al grande pubblico e «cantori» popolari assieme. «ID&M, identità e musica» è il primo festival dedicato alla cultura musicale territoriale. A dirigerlo è il cantante folk lombardo per eccellenza, il laghée Davide Van de Sfroos. «Raccontiamo una Lombardia diversa - spiega - che va da Lecco alla bassa mantovana. Se guardo indietro penso a me come a un ago nella bufera. Mi dicevano che cantando in dialetto non avrei sfondato. Eppure sotto il palco c’era sempre più gente. In tanti, sempre di più, hanno voglia di ascoltare e raccontare questo tipo di musica». Il festival è stato voluto dall’assessore lombardo alle Identità e Culture, Massimo Zanello, promotore leghista della riscoperta del dialetto: «Il linguaggio musicale diventa l’occasione per offrire al pubblico la ricchezza della lingua locale come espressione del legame alla terra».
Tra gli oltre 40 artisti che hanno partecipato alle selezioni, sono stati scelti 12 finalisti. Tra questi Lissander Brasca, vincitore del premio della critica, che ha fuso i dialetti regionali in un’unica lingua, «mai sentita prima» sostiene Van de Sfroos. Sul palco saliranno anche Andrea Mirò, Simone Cristicchi, che canterà assieme al coro dei minatori di Santa Fiora, Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri, Teresa De Sio, i Sulutumana. E non potevano mancare i Tazenda, interpreti moderni del dialetto sardo. «Questo - spiega Beppe Dettoni, cantante del gruppo - è un tipo di show che mancava in Italia. È una bella occasione per valorizzare le nostre culture popolari, ricche di musicalità».