Teatri lirici, il resto d’Italia non segue Milano

La Scala di Milano rischia di rimanere una voce fuori dal coro. La causa di lavoro che contrappone la Fondazione del teatro meneghino ai suoi tecnici di scena, seguita al forfait dei lavoratori in occasione del 2 giugno 2001, è un caso tutto milanese. Nonostante la maggiore retribuzione, i maestranti incrociarono le braccia. Nei teatri delle principali città italiane la musica è diversa. Al Teatro Carlo Felice di Genova, per esempio, dal ’98 al 2001, proprio in occasione della festa della Repubblica, è andato in scena il tradizionale concerto. E il teatro ha funzionato a pieno regime. Tutto regolare in caso di festività anche al Teatro di San Carlo di Napoli, dove Franco Spizzica, sindacalista della Fialscisal ha affermato: «Facciamo spettacolo e lavoriamo soprattutto nei giorni festivi e per questo ci sono delle maggiorazioni economiche previste dal contratto». Maggiorazioni che, come conferma anche Beppe Fiorelli, sindacalista della Slc Cgil di Bologna, nel caso dei giorni festivi infrasettimanali in cui siano in calendario spettacoli (o delle prove) prevedono aumenti sullo stipendio che si aggirano intorno all’80 per cento, a cui va aggiunto il giorno di riposo da recuperare.