IL TEATRINO CHE NON RACCONTEREMO

Auguri di buon 2007 ai nostri lettori.
Sinceramente, avrei preferito finire qui l’articolo. Con gli auguri più sentiti. Con gli auguri, soprattutto, che per noi, famiglia del Giornale di Genova e della Liguria, il 2007 sia uguale al 2006. Perchè il 2006 è stato un anno straordinario su tutti i fronti: quello delle vendite, in crescita costante e, a tratti, impressionante; quello pubblicitario, ottimo e abbondante; quello della credibilità, importantissimo.
Quello che leggete su queste pagine è vero. Poi, certo, diamo la nostra interpretazione. Ma mai falsifichiamo o forziamo una sola virgola per dare notizie che non ci sono. É anche un segno di rispetto per i lettori: una volta possono cascare nella trappola di una locandina esagerata; la seconda, magari pure; alla terza cambiano giornale. E fanno bene. Se vengono da noi, benissimo.
Infine, lo sapete, il 2006 è stato un anno straordinario per il rafforzamento ulteriore del rapporto fra noi e voi. Il vostro affetto ci ha accompagnato per tutti i 365 giorni dell’anno, le vostre voci sono la colonna sonora delle nostre giornate. Con lettori così, niente è impossibile.
Soprattutto, non è impossibile rompere le catene di un’informazione che sciupa spazio per descrivere le primarie dell’Unione minuto per minuto. Certo, quando Garrone ha minacciato di mettere in campo Zara contro la Vincenzi, ovviamente ve ne abbiamo dato conto anche noi. Ma poi basta. Semel in anno. Non una specie di «tutte le primarie minuto per minuto». Anche perchè il rischio è che si finisca come con Margini: con un’amarezza di fondo, con qualche critica più o meno velata, con un posizione umanamente bella e rispettabile, come quella di Margini. Che ci ha fatto tenerezza nella sua battaglia e con cui solidarizziamo umanamente. Perchè è stato uomo in un partito di soldatini.
Tutto vero, ma politicamente è finita a tarallucci e vino. E temiamo anche che la storia di Stefano Zara, un altro per cui abbiamo una grande stima umana (la presidenza un po’ omeopatica di Confindustria Genova da parte di Marco Bisagno, fra l’altro, dà la statura di grande statista al suo predecessore), vada a finire allo stesso modo.
Per quanto ci riguarda, continueremo ad incalzare il centrodestra per la scelta di un candidato sindaco degno di tal nome. Alcuni di quelli girati in questi mesi, avrebbero difficoltà a farsi eleggere alla guida del proprio condominio.
Ora, finalmente, sembra che si vada verso lo scarto decisivo che dovrebbe portare a un nome di candidato vero, serio e credibile. E tutti i segnali degli ultimissimi giorni fanno ben sperare. Insomma, scriveremo solo di cose reali, non di chiacchericcio politico autoreferenziale. Ci piace aver rispetto dei nostri lettori. Le sciocchezze, i teatrini, la roba per i malati della politica, le «primarie delle primarie», gli psicodrammi e le finte conte, le lasciamo volentieri agli altri. Levategli pure quello e resteranno nudi.