Teatro Argentina Orlando e Boni: due genitori «contro»

Un regista sensibile e di esperienza. Un testo attuale, che affonda le unghie del nostro oggi confuso per mostrare con pungente arguzia la fragilità delle buone intenzioni umane. Sono questi gli elementi vincenti de «Il Dio della carneficina» di Yasmina Reza, drammaturga francese con all'attivo ben tre Molière Award, considerata una delle voci più interessanti della scena internazionale anche per la sua capacità di mescolare commedia e tragedia e di scrivere dialoghi che reggono alla perfezione la prova della scena. A dirigere l’allestimento c’è poi un teatrante raffinato come Roberto Andò, qui alle prese con quattro interpreti di altissima levatura: Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Michela Cescon e Silvio Orlando. Rivestono i ruoli di due coppie di genitori, i signori Houillé (Boniauto/Orlando) e i signori Reille (Cescon/Boni), che si incontrano per discutere in modo pacifico e ragionevole del pugno che Ferdinand, figlio dei secondi, ha dato sul viso a Bruno, figlio dei primi. La conversazione, pur se mossa dalle migliori intenzioni, ovviamente degenera e non porta a risolvere il caso. Semmai trascina il combattivo quartetto in un vortice di ambiguità e reazioni che, fatto salvo il sapiente sarcasmo distillato nella scrittura, finisce giocoforza col mostrare gli aspetti più barbarici, violenti e primitivi dell'animo umano. In scena da martedì 10 e fino al 22 febbraio.