Teatro Belli Passioni e scherzi del destino

Si muove tra due temi sconfinati (eppure mai abbastanza sondati) quali l’amore e il destino l’interessante atto unico My Love - Limbo che Alessandro Fea (anche autore) dirige al teatro Belli modulando e guidando i talenti di quattro giovani interpreti (che sono Aglaia Mora, Gianluca Enria, Antonella dell’Ariccia ed Emanuela Bernardi) assolutamente credibili e «accordati» tra loro.
Merito appunto del fatto che qui si parla di passioni estreme, vere, fuori dagli schemi, e che si chiama in causa una fatale coincidenza a porvi irrimediabilmente fine. Il luogo di appartenenza di questo sghembo amore tra uomo e donna è l’ospedale in cui lei, una «signora bene» rimasta paralizzata in seguito a un incidente automobilistico, viene ricoverata e in cui lui, un infermiere dedito al lavoro e angosciato dalla paura di perderlo, la cura con pietoso affetto, entrando a poco a poco in contatto con l’interiorità della sua paziente, con la sua infelicità di vecchia data, con il suo caparbio desiderio di sopravvivere. E ciò mentre le loro rispettive situazioni matrimoniali scolorano nella routine, nell’indifferenza, nella distanza.
Come capita però nelle tragedie più dolorose e catartiche, questo legame a due così poetico e profondo è votato a spezzarsi per colpa di un macabro scherzo del destino: l’uomo perde la vita proprio in macchina, vittima di una corsa incauta che sembra essere stata tessuta dalla Moira meno compassionevole. Viene infatti di pensare al mondo classico. O meglio a uno scenario tragico-mitologico moderno dove le angosce umane sono quelle di sempre ma dove le domande e i perché restano insoluti. Ed è tuttavia in questo vuoto a noi purtroppo familiare che giungono echi di vitale contemporaneità: dalle decise caratterizzazioni sociali ed emotive dei personaggi (si veda, per esempio, la figura dell’infermiera/confidente) alla musica (la firma lo stesso Fea) che divide i vari quadri, favorendo un montaggio assai mosso delle scene. Fino ai facili riferimenti a film come Tutto su mia madre di Almodovar o Persona di Bergman nei quali, appunto, l’ospedale e la sofferenza fanno da sfondo a grandi storie di amore e destino.
Repliche fino a domenica 15. Informazioni: 06/5894875.