Al Teatro Caboto, Enrico Beruschi racconta la vita come una barzelletta

Fino all'8 febbraio, il popolare attore e regista, diretto dal figlio, rivisita un testo di Vito Molinari. E le risate sono garantite

Enrico Beruschi, fino all'8 febbraio, è sulla scena del Teatro Caboto di Milano per far respirare aria nuova al divertente monologo di Vito Molinari «La vita è una barzelletta». Diretto dal figlio Aleister, il comico milanese coglie l'occasione per rivivere le atmosfere e i climi del divertissement, senza accantonare i suoi numerosi progetti artistici sia di prosa sia di lirica. «E' stato proprio Molinari a consegnarmi nelle mani il copione - racconta Beruschi, nonno da qualche mese della piccola Susanna -. Sembra un caso, ma proprio trent'anni fa nacque una forte amicizia e un'intesa con Molinari che mi diresse nella messinscena de L'Angelo azzurro di Amendola e Corbucci, la commedia musicale che presentai nel 1979». Vito Molinari, considerato il regista per eccellenza del varietà durante gli anni d'oro della Rai, lancia così una sorta di sfida all'artista che, oltre ad esprimere in ogni occasione una verve comica connaturata, senza trascurare la sua grande dote sia di cantante, sia di regista di opere liriche, dà ennesima prova di una straordinaria forza intrattenitrice. «In effetti - continua Beruschi - non mi attengo solo al copione, già di per sé divertente; mi concedo molte improvvisazioni, a seconda del momento, e coinvolgo direttamente il pubblico porgendogli delle domande: "Chi conosce una barzelletta che tratti lo scottante argomento del rapporto tra uomo e donna?. Oppure, "Chi conosce il significato della parola "barzelletta"?». Differenti gli argomenti trattati, tutti letti sotto l'impietosa lente dell'ironia garbata che da sempre distingue il Beruscao del Drive In, marito di Margherituccia. Avvolto da una scenografia essenziale, nel rispetto del suo stile che tende ad economizzare puntando a dare forma esclusivamente al materiale drammaturgico, Beruschi racconta di storie e di vicende che si sviluppano attorno alla nascita di un bambino; e poi ancora sul mondo della scuola, del lavoro, senza trascurare l'universo della politica, sempre messo alla berlina. «Non amo la satira politica, specialmente se è sempre a senso unico. Sulla scena dimostro come la stessa ironia e il medesimo stile graffiante possano essere adattati a qualsiasi personaggio. Poiché la vita è una barzelletta Enrico Beruschi non manca di improvvisare concedendosi incursioni nel suo ricco e divertente repertorio.