IL TEATRO CIAK Trent’anni di storia ma non li dimostra

Igor Principe

Trent’anni fa era un cine-teatro qualunque: via Sangallo, a un centinaio di metri da piazza Gorini e via Aselli, le facoltà scientifiche a poca distanza. Città Studi. All’inizio si chiamava Dea, era uno dei più grandi di Milano, poi la crisi: la gente preferiva andare in centro alle prime visioni, così, nonostante una ristrutturazione radicale che ne aveva fatto una delle più belle sale e un cambio di nome (Ciak), gli toccò il destino comune a tanti altri. Chiuso. Lo rilevò dopo un anno un impresario di lungo corso, con una vena di follia visionaria: Leo Wätcher, si chiamava. Quello che aveva portato i Beatles al Vigorelli. Un’idea originale: due film intervallati da un’ora di spettacolo. I film scompariranno dopo due anni e resterà lo spettacolo.
«Dal palco del Ciak sono passate almeno tre generazioni di artisti», racconta Paolo Scotti, direttore delle Officine Smeraldo (che includono, oltre al Ciak, il Teatro Smeraldo e il Nazionale). «Nomi come Bergonzoni, Abatantuono, Albanese, Aldo Giovanni e Gioacomo, Jango Edwards. Ora abbiamo di fronte la nostra trentesima stagione: è un traguardo importante, da onorare al meglio. Ma sempre nel rispetto dell’idea che ha portato alla nascita di questo teatro: tracciare nuove strade».
Ad aprire la stagione, il 9 ottobre, una serata a se stante. Il cast è ancora da definire, ma la disponibilità degli artisti è data quasi per acquisita. Anche perché si tratta di salire sul palco e raccontare, con l’opportuna verve, che cosa il teatro abbia significato per la carriera di ciascuno che interverrà. E soprattutto, si tratta di ricordare Susanna Wätcher, la figlia di Leo, scomparsa prematuramente dieci anni fa dopo che da sei affiancava il padre nella direzione artistica. Tra i nomi che dovrebbero prenderne parte figurano Aldo Giovanni e Giacomo e Antonio Albanese. L’incasso sarà devoluto all’associazione Save the Children.
Il via «ufficiale» è invece per la sera successiva, con una trasposizione per il palco del Delitto perfetto pensato dal genio di Hitchcock. La regia è di Geppy Gleijeses, che ne è anche interprete accanto a Leopoldo Mastelloni, Marinella Bargilli e Raffaele Pisu. Per un altro omaggio al grande cinema si deve poi attendere il 20 febbraio, quando Gianmarco Tognazzi e Bruno Armando vestiranno i panni del Jack Lemmon e del Walter Matthau di Prima pagina, indimenticabile commedia firmata da Billy Wilder.
Dal cinema alla letteratura. Cervantes, più di tutti. La sua opera per antonomasia, il Don Chisciotte, sarà oggetto di due spettacoli concepiti come libera rilettura. Il primo, per cronologia (5 dicembre) è quello di David Riondino e Dario Vergassola, Todos Caballeros, dove la parola giocherà con molta musica (i protagonisti sono anche chitarristi) e con rimandi tra la Spagna di allora e l’Italia di oggi. L’altro è invece Don Chisciotte senza esagerare..., con Paolo Migone e Marco Marzocca (10 aprile). Sempre in ambito letterario, un omaggio a Stefano Benni è quello che vedrà Fabio De Luigi come protagonista del Bar sotto il mare (6 febbraio), mentre Neri Marcorè tornerà sulle tracce di Daniel Pennac con La lunga notte del dottor Galvan, da lui già affrontato la scorsa stagione (30 ottobre).
Altro ritorno, chiesto a gran voce da chi l’ha visto l’anno scorso, è quello de Gli ultimi saranno gli ultimi, con Paola Cortellesi (23 gennaio). Novità assoluta invece per i Pali e Dispari, Angelo Pisani e Marco Silvestri, che si lasciano alle spalle il cabaret di Zelig per affrontare, in Appoggiati Scomodi, una comicità venata di teatro sperimentale (20 marzo).
Cartellone 2006-2007, Teatro Ciak, via Sangallo 33, info 02-76110093 o www.teatrociak.it