Il Teatro della Gioventù spinge «Govi oltre Zena»

Difendere le tradizioni locali. Essere orgogliosi delle proprie radici. Il teatro della Gioventù di Genova fa di queste parole un vero e proprio motto e, anche quest'anno, insieme a moltissime novità, il teatro dialettale, che nella scorsa stagione ha registrato moltissimi «tutto esaurito», sarà grande protagonista.
A fare da prodromo all'inizio vero e proprio della stagione nelle serate del 20 e 21 ottobre, le selezioni, per le compagnie provenienti da Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana, del Premio Internazionale di Regia. L'apertura è affidata alla prosa della Compagnia «Circolo M. Cappello» che porterà in scena dal 2 al 4 novembre «Quello Buonanima» di Ugo Palmerini.
Ma veniamo alle novità: quest'anno nascerà «GRGinformateatro», un mensile di informazione ed approfondimento culturale che verrà inviato gratuitamente agli abbonati e a chiunque ne farà richiesta. «Un'iniziativa pionieristica - spiega Ivano Malcotti futuro direttore responsabile del periodico - che nasce dall'esigenza di stare sempre più vicini al pubblico in continua crescita». Sul periodico verranno pubblicati anche commenti, recensioni e suggerimenti degli spettatori che potranno quindi sentirsi sempre più «spettatori-attori».
La seconda novità è il concorso «Una Poltrona per Te»: per parteciparvi è sufficiente compilare il modulo disponibile sul sito www.teatrodellagioventu.it. Ogni lunedì verrà estratto a sorte un nominativo cui verrà riservata gratuitamente una poltrona a teatro per uno spettacolo in cartellone.
Terza novità: «Govi oltre Zena». A maggio verranno portate in scena commedie di Govi tradotte in dialetti di altre parti d'Italia. Quarta novità: ritorno del premio di poesia Rina Govi riservato a componimenti poetici inediti in una delle varie parlate liguri.
Infine, cavallo di battaglia della prossima stagione, è il Progetto «Sud America»: il teatro della Gioventù realizzerà un casting tra i sudamericani residenti a Genova. Una volta formata la compagnia teatrale cominceranno le prove per mettere in scena un’opera in spagnolo dello scrittore argentino Roberto Cossa che affronta la tematica dell'inserimento di un gruppo di emigranti sudamericani in Italia. La seconda parte dello spettacolo sarà in italiano e narrerà le vicende di un gruppo di emigrati italiani in Sudamerica agli inizi del '900. Uno spettacolo che concretizza l'idea che l'unica integrazione vera e possibile sia quella culturale. Il progetto ha riscosso l'interesse delle Ambasciate e dei Consolati sudamericani. Per maggiori informazioni: 0108936326.