Un teatro da mangiare Tre spettacoli tra brunch e bancarelle

Mangiare e meditare: a teatro si può fare anche questo, magari persino allo stesso tempo, come propone Andrée Ruth Shammah attraverso «Il sapore dei sapori», una fitta rassegna di spettacoli, incontri filosofici, brunch e aperitivi che si terranno dal 5 marzo al 6 aprile presso il Franco Parenti. Il filo conduttore degli eventi è l'incrocio tra l'alimentazione e il pensiero, la corrispondenza tra il sapore dei cibi e il sapere di cui sono fatalmente un veicolo e di cui la Shammah, che ha ideato e coordina il progetto, sottolinea «l'importanza per nutrire le persone, per fornire loro valori che possano sperimentare in modo concreto e condivisibile».
Si inizia oggi con «Orti insorti», uno spettacolo in cui Elena Guerrini, storica attrice della compagnia di Pippo Delbono, rievoca la vita del nonno contadino e la mette a confronto con quella di chi abita in città infestate dai suv e dalle polveri «tossìli», come le chiama lei. Vecchie foto, barzellette, stornelli e proverbi dimenticati si mescolano a riflessioni sui pericoli che comportano le monoculture intensive, le coltivazioni transgeniche e l'idea che la vita possa essere ridotta a merce, suscitando rabbia e nostalgia attraverso un linguaggio screziato di vernacolo toscano e di umorismo boccaccesco. Dal 9 al 15 marzo è la volta di «Risotto», la storia dell'amicizia tra Amedeo Fago e Fabrizio Beggiato, nata sui banchi del liceo Tasso di Roma e proseguita negli anni dell'impegno nel sociale, della contestazione e del successivo riflusso nel privato.
Uno spettacolo in bilico tra l'amarcord generazionale e il teatro-verità, in cui la riscoperta di valori indissolubili come l'amicizia passa attraverso il cucinare insieme un risotto che verrà offerto anche al pubblico. «Il sapere dei sapori» prosegue quindi con «Al mercato», una sorta di installazione teatrale progettata dalla stessa Shammah che, attraverso una serie di bancarelle evocate da una splendida scenografia e grazie a dieci giovani e versatili attori, invita a inoltrarsi in un mercatino in cui non si vendono solo prodotti di consumo, ma anche suggestioni, idee, illuminazioni scaturite dalla riflessione sul cibo, sulla sua storia e sulle sue modalità di realizzazione. Lo spettacolo, in scena dal 12 al 22 marzo, propone anche una doverosa e spesso sottovalutata riflessione sulla necessità di combattere la fame che ancora imperversa in larga parte del mondo, di non speculare sui beni alimentari e di costruire anzi un'economia in cui, come recita la frase di Gibran che fa da epigrafe alla drammaturgia, «lo scambio avvenga in generosa giustizia perché non renda gli uni avidi e gli altri affamati».
Accanto a questi eventi teatrali, la rassegna al Franco Parenti prevede «Le domeniche della filosofia», tre brunch su tematiche filosofiche in compagnia di pensatori acuti e controcorrente come Giuseppe Girgenti, Mario De Caro e Michele di Francesco, che si terranno le ultime tre domeniche di marzo. Dal 16 di marzo al 6 aprile, il lunedì sarà invece il giorno degli «Aperitivi con Sophia», un ciclo di «dibattiti con letture sceniche» coordinato da Roberto Mordacci. Giovane studioso di filosofia morale, docente all'Università Vita-Salute del San Raffaele, uno dei partner istituzionali del progetto «Il sapere dei sapori», Mordacci accompagnerà il pubblico in un itinerario nell'io, o perlomeno in ciò che ne resta dopo la decostruzione che ne ha operato la filosofia postmoderna. A fare da pretesto al dibattito saranno alcuni scritti di Shakespeare, Abelardo, Dostoevskij e Auster letti da un gruppo di attori scelti da Anna Traini.