Fra teatro, musica e mostre

Non solamente di mostre e conferenze vivrà il visitatore al Festival della scienza edizione 2005. Ma anche di spettacoli ed eventi speciali che contribuiranno a proiettare Genova, dal 27 ottobre all'8 novembre, ben al di là delle frontiere locali. In prima mondiale, il regista Peter Greenaway presenterà, dal 3 al 6 novembre, «I figli dell'uranio», spettacolo multimediale che trae spunto dalle ricorrenze del 2005 (anno internazionale della fisica, centenario di Einstein, 60 anni dalla bomba atomica), per interrogarsi sugli effetti prodotti dalla scoperta dell'uranio e dalle ricerche sulla fissione. La performance che fonde teatro, musica e video sarà incentrata su otto dei più illustri figli dell'uranio, personalità che ne hanno previsto la scoperta, l'hanno resa possibile, ne hanno sfruttato le applicazioni, ne hanno sofferto le conseguenze: Isaac Newton, Joseph Smith, Madame Curie, Albert Einstein, Nikita Kruscev, Mikhail Gorbaciov, George W. Bush.
Il 6 novembre un'attrice (Lella Costa) e un medico (Riccardo Fesce) dialogheranno in «Neuroni e anima», da due punti di vista apparentemente inconciliabili. Lui è neurofisiologo e arriva dai neuroni, le cellule nervose che nelle loro intricate e mutevoli connessioni, mettono in grado il cervello di leggere, interpretare e ricordare ogni istante della vita. Lei è attrice e arriva dalla letteratura e dal teatro. Insieme mescoleranno i loro neuroni e le loro anime, cercandovi un senso. Scientifico o meno.
E poi «D'improvviso la scienza»: dal 3 al 5 novembre, gruppi di ragazzi dai 9 ai 12 anni si affronteranno in una gara di improvvisazione e, facendo appello alla propria inventiva, cercheranno di rappresentare un tema, un concetto, un fenomeno scientifico. Giocando si impara. Ma anche guardando, viaggiando, scoprendo. Tutto in un Festival.