IL TEATRO SI RIFUGIA SUL SATELLITE

È di qualche giorno fa l'invito lanciato dal nostro presidente della Repubblica: più teatro in tivù! Questa volta non è la consorte Franca ma Carlo Azeglio Ciampi in persona a occuparsi di televisione, e anche in questo caso si parla in fondo di una «deficienza»: quella di un mondo televisivo che ormai da anni si disinteressa della prosa, centellina in orari impossibili i pochi spettacoli teatrali da mandare in onda in forma semiclandestina, lesina informazioni sull’attività dei palcoscenici e sui loro protagonisti. Da quando cessò la rimpianta consuetudine dei Venerdì della prosa (e sono ormai passati più di venticinque anni), la televisione generalista si è progressivamente disimpegnata sul versante teatrale, finendo per convincersi che non esista un pubblico adeguatamente interessato alla materia. È quindi giusto chiedersi che fine possa fare l’invito del presidente della Repubblica. Invito che infatti, tanto per parlare chiaro, non ha trovato un seguito mediatico adeguato. Come a conferma che il teatro, anche se a perorarne la causa è la massima figura istituzionale del nostro Paese, non ha santi in paradiso e non sembra meritare nemmeno l'apertura di un quasivoglia dibattito. Cosa dovrà succedere per ridare impulso televisivo al teatro? Forse, vista la mala parata, bisognerebbe affidarsi a un reality. Così almeno avrebbe potuto rispondere, fino a qualche settimana fa, il solito burlone. Ma sì, l'unica è che un Paolo Ferrari, una Mariangela Melato, un Arnoldo Foà accettassero di «contaminarsi» (verbo ormai magico, in tivù) e di mettere il proprio talento al servizio dell’unica forma che sembra tramutare in oro tutto ciò che tocca: un reality, appunto. Ebbene, i Paolo Ferrari e le Mariangela Melato e tutti i big del teatro non si sono ancora spinti, su questa (ultima) spiaggia. Ma un reality che per la prima volta è dedicato al mondo del teatro comincia ad esserci: si chiama Tournée e va in onda sul canale satellitare Leonardo il lunedì sera alle 19 e il mercoledì alle 22. Si tratta di un tentativo, chiaramente sperimentale e per ora acerbo, di condurre il pubblico attraverso tutte le fasi di preparazione di uno spettacolo, filmando prove, momenti di relax, discussioni, esercizi di gruppo, interviste. A fare da apripista all'esperimento è Tablò, un mix di dramma, humor, danza e illusionismo interpretato da Gaetano Triggiano (scoperto e lanciato dal celebre illusionista Arturo Brachetti) con nove attori e tredici ballerini. Non aspettatevi che vengano via via eliminati da un sondaggio telefonico o siano rinchiusi per punizione in una cueva privati di cibo e pagine di copione. Si limitano a fare teatro. Daranno l'esempio? Si inaugurerà un filone? Servirà alla causa del palcoscenico? Ah, saperlo!